5F per sabato 21 gennaio

  1. Quali le implicazioni filosofiche della relatività di Einstein?
  2. Quali le implicazioni filosofiche della meccanica quantistica?
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13 pensieri su “5F per sabato 21 gennaio

  1. 1) La teoria della relatività di Einstein ha avuto molta importanza non solo per la rivoluzione che ha portato in campo fisico, ma anche per la sua rivoluzione in campo filosofico. Essa infatti implica una nuova forma di meccanicismo: seppur nel mondo einsteiniano tutto si svolge obbedendo a leggi invariabili, matematicamente espresse, proprio come il precedente determinismo/meccanicismo, la teoria della relatività non si limita ad aggiungere conoscenze nuove alla meccanica classica (newtoniana), ma anzi la corregge, confutandone molti aspetti. Einstein reintroduce così l’antica concezione platonica di “scienza” secondo la quale la scienza procede per ipotesi, (più o meno) compatibili con i fenomeni osservati, secondo la quale, cioè, “matematico” = “scientifico” è quel sapere ipotetico, non riconducibile a principi certi, ma che si dimostra capace di “salvare i fenomeni”.
    Ragionando in questi termini nulla esclude la coesistenza di diverse teorie che spieghino lo stesso fenomeno e quindi coloro i quali non fossero convinti da quanto ipotizzato da Einstein, potrebbero a loro volta tentare di spiegare in altro modo quegli stessi fenomeni (sempre partendo dalla teoria di Newton). Ma, per il criterio della semplicità, già adottato a suo tempo da Copernico, la cosa risulterebbe piuttosto sconveniente: sarebbe inutile ricorrere a complessi articolati e improbabili di concetti, grandezze e calcoli quando le teorie di Einstein possono spiegare gli stessi fenomeni in modo molto più semplice ed elegante.
    Molto diversa risulta quindi questa concezione dalla precedente secondo la quale la scienza coincideva con il sapere e pertanto le cose non potevano essere diverse da come la scienza spiegava che fossero, in qualunque caso e per qualunque persona.

    2) Per capire le implicazioni filosofiche della meccanica quantistica prendiamo come esempio due figure molto importanti in questo ambito durante il Novecento: von Neumann e Schrodinger. Entrambi studiano i fenomeni partendo da basi materialistiche, basandosi cioè su leggi fisiche e naturali arbitrarie che riconoscono come vere, ma introducono una nuova variabile, prima d’ora mai considerata come influente nel campo della meccanica quantistica: la coscienza. Per entrambi, infatti, la percezione soggettiva ha un ruolo determinante al fine di trovare una spiegazione a determinati fenomeni. Addirittura Schrodinger sostiene che la coscienza sia in grado di controllare la materia, in accordo con le leggi della natura. von Neumann invece asserisce che la percezione soggettiva, che per sua natura è un fenomeno extrafisico precedente l’osservazione e la sperimentazione, deve poter corrispondere in maniera equivalente a precisi processi fisici (psicoparallelismo).
    Viene quindi, anche in questo campo, superata l’idea prettamente deterministica di una scienza intesa come “sapere universale” basata solo ed esclusivamente su leggi valide per tutti.

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    1. Molto interessanti gli approfondimenti su Schroedinger e von Neumann, tuttavia non sono molto chiari per chi già non ne sapesse qualcosa. Che cosa autorizza i due scienziati a sviluppare tali speculazioni? Hanno qualcosa a che fare con l’esperimento EPR o con il caso immaginario del “gatto”? Riferimenti ed esempi simili avrebbero potuto chiarire al lettore “ignorante” di che cosa si tratta, non credi? Anche il superamento dell’oggettivismo lo si sarebbe potuto non solo “raccontare”, come prodotto “storico”, ma “spiegare” come risultato evidente date certe premesse. Altrimenti facciamo di Schroedinger o di von Neumann “autorità”, mentre la filosofia ci ha insegnato sempre ad “argomentare” e a “comprendere” (nella misura del possibile, data la difficoltà degli argomenti in campo).

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  2. 1) La comparsa della teoria della relatività mette in discussione il postulato del realismo, in quanto, confutando parte di quella che fino ad allora era stata ritenuta scienza (quella newtoniana) vera in modo assoluto, rivela che la scienza stessa non può essere considerata il “sapere” stesso; piuttosto essa si limita a sapere ipotetico, non riconducibile a principi certi, bensì capace di “salvare i fenomeni”.

    2) Come la teoria della relatività, anche la meccanica quntistica getta il dubbio sul realismo della scienza col principio di indeterminzaione, per il quale la realtà è intrinsecamente indeterminata: dati due possibili stati di un sistema, non è possibile sapere lo stato effettivo finché non si effettua l’osservazione. E’ quindi messo in crisi anche il postulato dell’oggettività.

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  3. 1. La teoria di Einstein va a correggere la meccanica quantistica di Newton, confutando alcuni aspetti o esponendosi a possibili confutazioni: nessuno impedisce di confutare ad altri e viceversa. Così facendo non si distingue un modello giusto e uno sbagliato ma uno più semplice rispetto agli altri.
    2. Nelle implicazioni filosofiche della meccanica quantistica viene messo in crisi il determinismo grazie all’introduzione del principio di indeterminazione (risulta così impossibile spiegare gli effetti in termini deterministici).

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    1. Tutto qui? E l’oggettività? Vale ancora in una prospettiva quantistica?
      Sei certa che il criterio per scegliere tra teoria rivali sia la “semplicità”? E’ una buona ipotesi, carezzata anche da Einstein, ma, come vedremo, non è la sola.

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  4. 1. Le implicazioni filosofiche della relatività consistono nel rafforzamento del meccanicismo, in particolare per quanto riguarda il determinismo: poichè tutto l’universo si adatta alla relatività einsteniana, nulla è lasciato al caso. Tuttavia questa nuova regola confuta significative parti della meccanica newtoniana, non rendendo più possibile la visione etimologica della scienza.

    2. L ameccanica quantistica è rilevante poichè introduce il concetto di indeterminazione (stabilisce i limiti nella conoscenza e nella misurazione dei valori di grandezze fisiche coniugate). Questo principio però è applicabile solo agli oggetti studiati dalla meccanica quantistica, non ai suoi fenomeni.

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  5. 1) Quali le implicazioni filosofiche della relatività di Einstein?
    La teoria della relatività di Einstein pone, per la prima volta, il problema della “verità scientifica” perchè essa è in grado di confutare in diverse parti la teoria della meccanica classica di Newton (confuta quindi una teoria scientifica) e si espone essa stessa a possibili critiche.
    Ne risulta che la scienza non può essere vista come un sapere unico e assoluto perchè procede per ipotesi che ognuno può confutare tramite modelli scientifici più o meno efficaci o più o meno semplici.

    2) Quali le implicazioni filosofiche della meccanica quantistica?
    La meccanica quantistica, oltre a porre ulteriori critiche sul paradigma della meccanica classica (mostrando ancora una volta la natura ipotetica e non assoluta del sapere scientifico), mette in discussione anche il dogma del determinismo fisico: esso viene infatti messo in crisi con l’introduzione il principio di indeterminazione a causa dell’impossibilità di spiegare gli effetti della meccanica quantistica in termini deterministici.

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  6. 2) Le implicazioni della meccanica quantistica mettono in crisi tutto il determinismo tramite l’Introduzione di un nuovo principio. Il nuovo principio di indeterminazione rende impossibile spiegare gli effetti in maniera deterministica. Quindi possiamo dire che le implicazioni filosofiche della meccanica quantistica distruggono il determinismo.
    1) Einstein attraverso la sua teoria della relatività punta a correggere la meccanica quantistica sviluppata da Newton, confutando alcuni aspetti infatti nessuno impedisce di confutare ad altri e viceversa. Grazie a questo pensiero non si potrà mai distinguere un modello giusto o sbagliato ma solamente uno più semplice.

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  7. 1)La relatività di Einstein implica che un qualsiasi filosofo può confutare un suo predecessore, inoltre dimostra che la scienza non può più essere intesa in senso etimologico perché procede per ipotesi, le quali creano costrutti più o meno efficaci. Di conseguenza ogni scienziato ha la possibilità di produrre una sua teoria su un determinato studio. Per convenzione si sceglierà poi quella più semplice fra le teorie ideate.

    2) le implicazioni della meccanica quantistica mettono in crisi e distruggono il determinismo attraverso l’utilizzo di un nuovo principio basato sull’impossibilità a spiegare gli effetti in maniera deterministica. Ovvero si trovano altri modi per spiegare dei principi che differiscono dal determinismo e lo confutano.

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  8. La teoria della relatività di Einstein mette in dubbio il postulato positivistico del realismo, poiché non si aggiunge alle teorie precedenti, ma le confuta. Se queste teorie sono state confutate, allora tutte potrebbero esserlo un giorno. Si ritorna quindi alla concezione secondo cui la scienza sviluppi delle ipotesi, che potrebbero rivelarsi false, ma che per ora salvano i fenomeni (senza permetterci di sapere se le cose stiano realmente così).

    La meccanica quantistica dimostra anch’essa che il sapere scientifico è ipotetico e non assoluto, e in più mette in discussione il postulato del determinismo, che invece la teoria della relatività aveva risparmiato. Nessun effetto previsto dalla meccanica quantistica può essere spiegato in termini deterministici: non è infatti possibile conoscere le informazioni relative agli stati iniziali dei sistemi fisici studiati se non utilizzando previsioni basate sulla probabilità.

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  9. 1- Eistein corregge la teoria di Newton, un implicazione del pensiero di Eistein è che non è possibile distinguere un modello giusto da uno sbagliato ma solamente uno più semplice.

    2- Le implicazioni filosofiche della meccanica quantistica mettono in crisi il determinismo attraverso l’ introduzione di un nuovo principio : “Il principio di indeterminazione” che rende praticamente impossibile spiegare gli effetti in modo deterministico. Le impicazioni filosofiche della meccanica quantistica distruggono il determinismo.

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  10. Implicazioni filosofiche della teoria della relatività di Einstein :
    Corregge la teoria di Newton cercando la verità scientifica.
    Salva una serie di fenomeni che la teoria di Newton non riusciva a spiegare.
    Anticipa o prevede altri fenomeni .
    Si espone a possibili confutazioni.
    Inoltre da questo momento in poi la scienza inizia ad essere vista non più come sapere universale ma come ipotesi : la realtà che ci sta attorno la si guarda e la si analizza e si fa un’ipotesi su quanto osservato ma l’ipotesi è tale e quindi non data per certa e assolutamente vera. Basta pensare , per esempio , alla storia “dell’ipotesi dell’atomo”. Quello che studiamo ora è il terzo degli atomi “ipotizzati “, perciò la domanda è : chi mi assicura che quest’ultimo modello di atomo che noi studiamo ora è quello che è anche nella realtà ? Magari tra qualche anno un altro modello potrà essere confermato come “giusto”. Perciò è corretto dire che quelle scientifiche sono delle ipotesi e non delle certezze assolute.

    Per quanto riguarda la meccanica quantistica :
    introduce il principio di indeterminazione
    c’è un indeterminismo ontologico e un indeterminismo metodologico

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