5C per lunedì 23 gennaio

Discuti vantaggi e limiti dell’approccio di Hempel al “discorso scientifico”, alla luce del modello della “legge di copertura” e dei limiti del principio di induzione.

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12 pensieri su “5C per lunedì 23 gennaio

  1. L’approccio di Hempel, con la legge della copertura, vuole porre i presupposti per un discorso scientifico che non si basi solo sulla spiegazione di un fatto in particolare, come succedeva per gli empiristi del Circolo di Vienna, ma che sfrutti una legge che possiamo definire universale. Un fenomeno, quindi, può essere previsto/spiegato, quando il fenomeno che lo anticipa (cioè quello che lo causa) è noto secondo una legge universale. Questo approccio, però ha difesi limiti, che si sviluppano a partire dal rapporto tra fenomeno spiegato e fenomeno spiegante, come per esempio l’impossibilità di risolvere il problema dell’origine delle leggi universali e della loro determinazione in campo empiristico

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    1. Avresti potuto concentrarti sulla discussione piuttosto che sulla descrizione della teoria di Hempel.
      A questo proposito il tuo riferimento al “rapporto tra fenomeno spiegato e fenomeno spiegante, come per esempio l’impossibilità di risolvere il problema dell’origine delle leggi universali” è confuso: quel rapporto è reso problematico da situazioni come quelle di “Gianni” e della “bandiera”, mentre l'”impossibilità di risolvere il problema dell’origine delle leggi universali” è una cosa completamente diversa.
      Entrambi si sarebbero potuti chiarire con poche, semplici frasi (p.e. “è possibile invertire la relazione tra explicans ed explicandum, rispettando il modello di spiegazione di Hempel, ma andando contro ogni verosimiglianza”; “le leggi universali non sono direttamente verificabili empiricamente, perché bisognerebbe verificare le infinite occorrenze che le realizzano (o implementano)”).

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  2. L’approccio di Hempel ha un vantaggio rispetto alla visione degli empiristi del Circolo di Vienna, in quanto sostiene che un discorso scientifico non si limita esclusivamente a spiegare un fenomeno ma è necessario individuare una legge universale, una cosiddetta legge di copertura. Ciò consente, sì di spiegare i fenomeni già avvenuti, ma anche di prevedere eventuali fenomeni che avverranno in futuro.
    Questo approccio tuttavia riscontra un problema di fondo: la non verificabilità empirica delle proporzioni universali in quanto tali. Come è possibile dimostrare che una legge valga sempre? Solitamente si cerca di sviare l’incongruenza attraverso il metodo induttivo, che ci permette di formulare leggi valide per una numerosa serie di casi particolari e successivamente passare a una generalizzazione ottenendo una legge universale. Anche questo metodo però ha i sui limiti:
    -dato un numero di osservazioni che sembrano verificare una certa legge universale, non si può mai escludere la possibilità di registrare un caso in cui non sia verificata;
    -la frequenza dei casi confermativi non aumenta neanche la probabilità di una determinata legge universale (esempi: Paradosso di Goodman, dei corvi neri, dei casi infiniti, delle condizioni al contorno)

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    1. Buono (anche se non esauriente, ma non imporrta) l’approfondimento sui limiti dell’induzione. Manca almeno un accenno ad altri limiti del modello di Hempel, come quelli esemplificati dai casi di Gianni e della bandiera

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  3. Più che discutere dei vantaggi e dei limiti direi di dover discutere esclusivamente proprio questi ultimi. L’unico lato positivo della teoria Hempeliana è l’ eliminazione del concetto che una qualunque banale frase può essere considerata valida scientificamente (ad es. “Ieri sono andato al Bar). Se da una parte infatti sono verificabili, nessuno penserebbe di scriverle in un libro di Scienze. Hempel dunque giunge in aiuto ai suoi colleghi di Vienna introducendo una “legge di copertura” volta a salvare gli empiristi logici. Secondo la sua legge/teoria una proposizione sarebbe verificabile solamente se derivata da un’altra legge, la quale deve però essere universale e quindi nota. Qui si ferma l’unico possibile vantaggio di questa legge. Infatti da una parte rimane irrisolto quel “piccolo” problema legato all’origine delle leggi universali mentre dall’altra presenta alcuni limiti.
    Nel caso delle leggi universali si potrebbe verificarle tramite il metodo induttivo, che suggerisce che un fenomeno sarebbe universale se accadesse allo stesso modo tutte le volte che lo osservo, ma anche qui si presentano dei problemi. Non si avrebbe ad esempio la certezza che non esista un caso che falsifica una legge considerata universale, oppure si entrerebbe in alcuni paradossi (di Goodman, dei corvi neri, dei casi infiniti e delle condizioni al contorno) che metterebbero in luce come la frequenza di casi che confermano un a teoria universale non aumenti la probabilità che essa sia vera.
    Per quanto riguarda i limiti veri e propri della teoria di Hempel se ne possono trovare due in particolare. Il primo è dovuto alla cosiddetta “asimmetria della casualità”, ovvero la condizione per la quale “se x è causa di y allora y non è causa di x”. La legge di Hempel non rispetterebbe questa relazione. Infatti, in presenza delle stesse condizioni, due fenomeni sarebbero reciprocamente causa l’uno dell’altro. Ad esempio: “L’ombra proiettata da un’asta alta 15m quando il sole ha un’angolazione di 37° è lunga 20m” è una frase corretta, in quanto ci fornisce una spiegazione plausibile del perchè l’ombra ha quella misura. Poniamola ora diversamente. “L’asta è alta 15m perchè la sua ombra proiettata quando il sole è alto…”. Una spiegazione scientificamente corretta, ma non vera. Ci sono altri motivi per i quali l’asta è alta 15m, primo fra tutti quello che chi l’ha costruita abbia voluto darle quell’altezza.
    Il secondo limite ci è fornito da un semplice esempio: “Un uomo non rimane incinto in quanto assume pillole anticoncezionali”. Anche qui la spiegazione è corretta scientificamente, ma assolutamente irrilevante. Il vero motivo è ovviamente il fatto che a non essere incinto sia un uomo, che per natura non può avere una gravidanza.

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  4. Il vantaggio della teoria hempeliana è l’eliminazione del concetto di considerare scientifica ogni singola frase nonostante questa sia vera o verificabile. Formula la legge di copertura che stabilisce che una proposizione sia verificabile solo se questa ne deriva da un altra universale. Qui si viene a creare il problema legato all origine delle leggi oltre a presentare dei limiti. Si potrebbe risolvere il primo problema con il metodo induttivo ma anche questo porterebbe a dei paradossi. Gli altri problemi sono che la legge di hempel non rispetta l’ asimmetria della casualità perché nelle stesse condizioni due fenomeni sarebbero causa uno del’ altro. L’ultimo problema è quello delle frasi scientificamente corrette ma irrilevanti come nel esempio del uomo incinto.

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  5. Hempel, sempre nell’ambito dell’empirismo, sostiene che una proposizione abbia valore scientifico (non che abbia senso in assoluto, come invece sosteneva Schlick) solo se è verificabile. Questo implica che il resto della teoria abbia senso nel suo ambiente, seppur non sia scientificamente verificabile. Questo rende più logica e aperta la ricerca di un empirismo, rispetto a quella di Mach che si limitava nella sua stessa definizione.
    Una scienza è tale, per Hempel, solo se è in grado di formulare e spiegare le leggi e di prevedere quindi i fenomeni. Sono inevitabilmente i fatti particolari che servono ai fini della spiegazione. Infatti dopo aver verificato che una legge è vera per x volte generalizzo (per induzione) dicendo che è vera sempre. Tuttavia ci si rende facilmente conto che questo approccio presenta delle falle: in primo luogo si rischia di dare la spiegazione ad un fenomeno attraverso una motivazione assurda e non logica (la bandiera è lunga 15m perchè il sole è nella posizone x nel cielo) oppure generalizzando semplicemente si ignorano casi di tempo e di luogo che potrebbero modificare il comportamento descritto da una legge (tutti i corvi che ho avvistato a Grado sono neri, quindi tutti i corvi sono neri).

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  6. Secondo Hempel non basta descrivere un fatto, ma occorre spiegarlo secondo leggi universali.

    Hempel elabora il suo modello di spiegazione scientifica dei fatti, in quanto non è sufficente descriverli. Un fenomeno (explicandum) risulta spiegato quando è derivabile da un altro fenomeno noto (explicans) secondo una legge universale nota.

    È necessario che una proposizione contribuisca a spiegarlo riconducendolo a una determinata teoria, ma in questo modo non si risolve il problema dell’origine delle proposizioni universali, che non sono verificabili in quanto tali.

    Si usa quindi il metodo induttivo, secondo il quale se si potesse passare delle proposizioni elementari alla loro generalizzazione in senso universale senza troppi problemi si potrebbe ritenere verificata la teoria le quali leggi universali sono verificate in un certo numero di casi particolari.

    Questo però presenta una serie di problemi:

    1. Dato un numero enorme di osservazioni, che sembrano verificare una certa legge universale, non si può mai escludere di registrare un caso che la falsifica.

    2. La frequenza dei casi che confermano l’ipotesi non aumenta la probabilità di una determinata legge universale per le ragioni seguenti:
    – Paradosso dei corvi neri
    – Paradosso di Goodman (o degli “smeraldi blerdi”)
    – Paradosso dei casi infiniti
    – Paradosso delle condizioni al contorno

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