5D per sabato 21 gennaio

  1. Quali le implicazioni filosofiche della relatività di Einstein?
  2. Quali le implicazioni filosofiche della meccanica quantistica?
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22 pensieri su “5D per sabato 21 gennaio

  1. 1. La relatività di Einstein, come molte altre teorie è studiata dalla filosofia mediante l’epistemologia, ovvero appunto la filosofia della scienza; essa è peraltro fondamentale per la nascita di questa particolare “disciplina” nel novecento. Le implicazioni e i collegamenti filosofici che si trovano in essa sono:
     essa corregge in diverse “parti” la teoria di Newton ponendo il problema del valore di una “verità” scientifica;
     salva una serie di fenomeni che, viceversa, la teoria di Newton non riusciva a spiegare;
     anticipa o prevede altri fenomeni;
     si espone a possibili confutazioni;
     rafforza il meccanicismo e in qualche modo ne crea uno “diverso”;
     riduce la fisica alla geometria;
     con essa si afferma che la scienza non può più essere intesa in senso etimologico come sapere, perché non è più possibile dire di “sapere” che le cose stanno come la “scienza” spiega e prevede che stiano. La scienza, piuttosto, procede per ipotesi, più o meno compatibili con i fenomeni osservati.
    2. La meccanica quantistica ha diverse implicazioni filosofiche che possiamo dividere in due parti in base agli argomenti che tratta: “La sovrapposizione quantistica di stati fisici e l’esperimento EPR” e “Il gatto di Schroedinger e l’interpretazione di Copenhagen dei paradossi quantistici “.
    Per quanto riguarda il primo argomento, la meccanica quantistica ha rilevanza filosofica e soprattutto dal punto di vista epistemologico, perché introduce, per quanto riguarda i fenomeni che sono oggetto del suo studio, il principio di indeterminazione (Heisenberg). La meccanica quantistica è una teoria di grandissima importanza per la filosofia della scienza. Oltre a incrinare il paradigma della meccanica classica e perfino di quella relativistica, mostrando ancora una volta la natura ipotetica e non assoluta del sapere scientifico, la meccanica quantistica mette in discussione anche il dogma del determinismo fisico, dopo che termodinamica e teoria dell’evoluzione avevano messo in crisi il caposaldo della reversibilità dei fenomeni.
    Per quanto riguarda invece il secondo argomento, la complementarità è il grande contributo filosofico di Bohr alla filosofia della scienza. Essa consiste nell’affermare che un fenomeno dipenda dalla particolare situazione sperimentale in cui lo si osserva: la realtà non è dunque oggettiva ma dipende dall’osservatore che costantemente la modifica. “Egli la considerò come l’espressione di un livello piú profondo di verità, sostenendo che “le verità superficiali sono quelle la cui negazione è contraddittoria, e le verità profonde quelle la cui negazione è ancora una verità.””.

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  2. 1) La teoria della relatività sembra essere in grado di poter ricondurre la fisica a geometria proprio come tentava di fare cartesio. Inoltre fornisce un nuovo modo di intendere la scienza: non è più un sapere certo come nel realismo scientifico, ma un procedimento per ipotesi compatibili ai fenomeni che si intende analizzare e che riesce a descriverli in maniera efficace (ma non per questo assoluta);
    2)La meccanica quantistica confuta il principio del determinismo, ossia il ricorrere a previsioni statistiche per conoscere gli stati iniziali dei sistemi, introducendo il principio di indeterminazione, che spiega come mai non è possibile, al contrario di ciò che pensò e provò a fare Einstein,interpretare a priori i fenomeni quantistici. Inoltre si fa distinzione fra osservatore e oggetto osservato, in cui la realtà si modifica in base a come la vede chi la guarda

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  3. La teoria della relatività è importante per la nascita dell’epistemologia del Novecento in quanto il meccanismo che implica è diverso da quello newtoniano. Infatti questa teoria oltre a correggere e confutare la meccanica classica aggiunge nuove conoscenze ad essa.
    La meccanica quantistica ha grande rilevanza dal punto di vista epistemologico perché introduce,nei campi del suo studio, il principio di indeterminazione di Heisenberg.
    Grazie alla dimostrazione di Bell, infatti sappiamo che qualsiasi teoria a variabile nascosta è incompatibile con la meccanica quantistica e che quindi ogni tentativo di spiegare gli effetti della meccanica quantistica in termini deterministici è fallito in partenza.

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  4. La teoria della relatività di Einstein rafforza il meccanicismo inserendo aggiungendo l’asse temporale agli assi Cartesiani. L’unica implicazione filosofica che possiamo riscontrare è la prova che un’altra volta una teoria scientifica in questo caso quella di Newton può essere confutata da un’altra teoria che sembrerebbe essere corretta pur salvando entrambe i fenomeni e che quindi nulla vieta che in futuro anche la teoria della relatività venga superata.
    Anche la meccanica quantistica non sembra avere grandi implicazioni filosofiche dato che già nel 1700 Kant limitò a ciò che possiamo percepire con i nostri sensi ciò di cui possiamo avere scienza. L’ esistenza di queste particelle particolari non scandalizza il filosofo che definisce la fisica con le teorie che meglio si adattano a definire i fenomeni.

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  5. Secondo me entrambe le teorie hanno delle forti implicazioni filosofiche, in particolare se pensiamo al fatto che appena uscite esse rivoluzionarono l’idea di spazio/tempo che con Kant si era affermata: l’idea che essi fossero un filtro creato da ognuno di noi per poter avere cognizione del mondo che ci circonda e che spazio e tempo fossero quindi qualcosa creato dall’uomo per “affrontare” il mondo in cui si trova, dei veri e propri sensi (come per esempio la vista o l’udito). La teoria della relatività e la meccanica quantistica sconvolgono questo aspetto, rivalutando anche le teorie newtoniane e dando così delle basi matematiche a ciò che prima veniva considerato puramente soggettivo.

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  6. 1)La teoria della relatività di Einstein, la scienza viene vista per la prima volta come un sapere confutabile, il cui compito è trovare un modo il più elegante possibile per dimostrare fenomeni. Ogni teoria è valida fino a prova contraria, solo che quella più semplice ed elegante è la più conosciuta.

    2)Le implicazioni filosofiche derivanti dalla meccanica quantistica riguardano il meccanicismo. A causa dell’introduzione, del principio di indeterminazione è impossibile spiegare gli effetti in termini deterministici della fisica classica.

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  7. O meglio già nel 1700 Kant aveva spostato l’attenzione sull’osservatore, facendo notare l’importanza della relazione osservatore-osservato

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  8. 1) La teoria della relatività’ di Einstein anticipa o prevede altri fenomeni (come l’anomalia relativa all’orbita di Mercurio) in un modo che si rivela puntualmente esatto, ma facendo ciò
    si espone a confutazioni. La teoria di Newton e’ stata superata da Einstein in questo caso, e in futuro ciò può accadere allo stesso modo che la teoria di Einstein sia confutata da qualcun altro e cosi via …

    2) Non ho capito molto bene il concetto (ero assente)

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  9. la teoria di Einstein riprende il vecchio sogno caretesiano di ridurre la fisica alla geometria. Lo scienziato tedesco riesce a ridurre l intero universo su un piano con un numero finito di assi. Il mondo risulta governato da leggi matematiche invariabili che fanno sprofondare gli uomini nel più assoluto determinismo.

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  10. 1. Innanzi tutto la teoria della relatività corregge in parti la teoria di Newton data che riesce a salvarne meglio i fenomeni ma proprio perché Newton ha corretto il precedente modello, ora successivi potranno confutare le sue teorie. Questo perché la scienza non è più vista come un sapere assoluto, ma procede solamente per ipotesi atte a creare un modello compatibile con la realtà
    2. Con l’avvento della meccanica quantistica abbiamo la distinzione tra osservato e osservatore, necessaria per la spiegazione di questo argomento. Ponendo l’osservatore come soggetto si arriva alla conclusione che la realtà è la coscienza e in questo modo la scienza non descrive la vera realtà ma si tratta solamente della nostra esperienza visiva. In particolare, con Bohr e la sua interpretazione di Copenhagen, si arriva alla complementarità, cioè l’insieme di ciò che si osserva nei diversi istanti.

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  11. 1) La relatività è importante per la nascita dell’epistemologia in quanto implica un meccanicismo diverso da quello Newtoniano.
    2) La meccanica quantistica mette in dubbio la concezione assoluta del sapere scientifico ribadendo che questo è invece ipotetico.

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    1. Non solo. Il fatto che la relatività implichi un meccanicismo diverso che cosa, a sua volta, implica? E’ qui che si annida l’essenziale…
      La m.q. non fa solo quello che le attribuisci (comune anche alla relatività) ma molto di più…

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