5C per lunedì 30 gennaio

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6 pensieri su “5C per lunedì 30 gennaio

  1. Personalmente ritengo molto convincente la teoria dei paradigmi di Kuhn, probabilmente perché è l’unico filosofo, tra quelli che finora hanno provato a “salvare” filosoficamente la scienza che ci insegna a non darci mai per vinti. Mentre infatti tutti erano alla ricerca di una teoria perfetta, che non potesse essere mai smentita, o che fosse “meno smentibile” delle altre da prendere come modello, Kuhn dice che non bisogna abbandonare una teoria, pur essendo essa smentita. Infatti è l’unico tra gli empiristi logici ad accettare le “ipotesi ad hoc”, costruite cioè apposta per salvare una teoria che, nei fatti, è smentita. Questo atteggiamento mi piace molto, in quanto non bisogna dare mai nulla per completamente distrutto se non si è almeno provato a salvarlo. Una visione testarda ma contemporaneamente aperta ad ogni possibilità, utile per non ricominciare da capo dopo ogni piccolo errore e perdere così inutilmente preziosissimo tempo, che potrebbe essere invece speso per perfezionare ciò che è già presente.

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  2. Tra gli approcci alla scienza finora esaminati quello che mi ha convinta di più è stata la teoria dei paradigmi di Kuhn. Concordo con lui ritenendo che il criterio del fallibilismo di Popper sia troppo rigido. Secondo quest’ ultimo infatti basta una sola falsificazione per abbattere una teoria e in presenza di più teorie si tiene quella con meno anomalie. Invece Kuhn parte dal presupposto che nessuna teoria escluda falsificazione, non è possibile dunque parlare di teorie migliori o peggiori, essendo due paradigmi (presupposti assunti come veri) incommensurabili la scelta molte volte è extra scientifica: per alcuni avrà importanza l’aspetto estetico (modello Copernicano rispetto a quello tolemaico) per altri quello filosofico per altri ancora motivi pratici. Secondo Kuhn non avrebbe senso che uno scienziato in presenza di anomalie abbandoni la sua teoria altrimenti la ricerca non potrebbe procedere e si sarebbe costretti a ricominciare sempre da capo; ma bisogna cercare di risolverli come se fossero dei rompicapi cercando di adattarli alla teoria stessa. D’altro canto se ci pensiamo bene la scienza stessa fa resistenza alle novità, come in passato ha fatto la chiesa, e tenta in tutti i modi di salvare la teoria in uso.

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  3. Ritengo più convincente l’approccio alla scienza secondo la teoria dei paradigmi di Kuhn, in quanto risolve i problemi sorti nelle teorie precedenti (quella di Poppe, di Hempel e degli empiristi logici) senza forzature e considerando l’inevitabile ruolo di criteri non scientifici nella storia delle scoperte scientifiche. Secondo Kuhn non bisogna abbandonare subito le teorie che presentano anomalie (che vengono falsificate come sosteneva Poppe), perché altrimenti la ricerca non avanzerebbe. Non esistono teorie prive di confutazioni, ma vengono definite teorie migliori o più efficaci rispetto ad altre sulla base di criteri extrascientifici, un esempio perfetto lo troviamo nella scelta del modello eliocentrico copernicano piuttosto che di quello geocentrico aristotelico-tolemaico (entrambi presentavano numerose incongruenze).

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