5D per sabato 28 gennaio

Riflettendo sulle implicazioni (che abbiamo discusso in aula) dell’approccio degli empiristi logici sulle proposizioni trascritte qui di seguito, esprimi un parere argomentato sul criterio di verificazione di Schlick (è adeguato, va nella direzione giusta, va migliorato, è inaccettabile ecc.).

  1. Dio esiste
  2. io ti apprezzo molto
  3. due corpi si attraggono con una forza proporzionale alle rispettive masse e inversamente proporzionale al cubo delle loro distanze
  4. l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa di un triangolo rettangolo è uguale alla somma delle aree costruite sui suoi cateti
  5. stamblooxialuzz
  6. non è giusto mangiare carne di pollo
  7. sulla faccia nascosta della Luna vivono alcuni stambecchi

21 pensieri su “5D per sabato 28 gennaio

  1. In questo caso la maggior parte delle frasi sebbene sembrino a prima vista accertabili in realtà non sono affatto di senso compiuto, solamente l’ultima potrebbe effettivamente avercelo in quanto ha un significato la proposizione. Le altre parlando di astrazioni non sono effettivamente di senso compiuto e quindi non verificabili.

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    1. Non parlerei di “senso compiuto”, ma di “significato” nell’accezione neopositivistica, dunque di “verificabilità empirica”. In ogni caso ti si chiedeva di discutere il criterio di Schlick, prendendo a pretesto o a esempio queste frasi, non di discutere la significatività (o meno) di questa stesse frasi!

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  2. Secondo me il criterio di verificazione di Schlick può essere utile e corretto solo in alcune particolari situazioni. Se guardiamo ad esempio alla frase 7, da un punto di vista sperimentale essa è sicuramente attuabile (non con poco sforzo ma è l’unica dimostrabile delle 7 frasi) perchè “basta” andare sulla faccia nascosta della Luna e controllare la presenza o meno di alcuni stambecchi (del che io dubito fortemente!).
    Se leggiamo attentamente le altre frasi esse sono però indimostrabili secondo logica, perchè la frase 1 è pressocchè indimostrabile, la 2 e la 6 non esprimono qualcosa di tangibile (in quanto il concetto di giusto e di molto sono soggettivi e astratti), la 5 non soddisfa la prima clausola del criterio di significanza (tutte le parole ricorrenti in una proposizione devono avere un significato) mentre per dimostrare la 4 e la 3 avremmo bisogno di poter attuare la dimostrazione su tutti i casi possibili che sono infiniti.
    Pertanto la logica a parer mio è utile fino ad un certo limite: una volta raggiunto tale limite essa deve essere sostituita dall’irrazionale e dall’immaginazione umana.

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    1. Più che “la logica” i limiti che hai indicato suggeriscono che non funzioni molto bene il criterio di “verificazione” di Schlick. La logica si applica benissimo alle prop. 3 e 4 (anche se la 3 è falsa, essa rimane perfettamente coerente). Prima di buttarci sull’irrazionale dovremmo discutere “logicamente” ed epistemologicamente il criterio di verificazione.

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  3. Il criterio di verificazione di Schlick si basa sulla frase “Il significato di una proposizione è il metodo della sua verifica“. Ragionando su questa avremmo di certo un mondo tutto logico e coerente ma a mio parere incomunicabile. Se, infatti, dal punto di vista della coerenza questo metodo non fa una piega, è anche vero che in questo modo, tutti gli ambiti non scientifici vanno a perdere il senso del loro discorso, in quanto non si possono dimostrare. D’altra parte poi non è neanche del tutto applicabile perchè ad esempio le emozioni, noi non sappiamo realmente cosa siano eppure quando una persona ci comunica il proprio stato d’animo possiamo benissimo capirla , quindi in questo senso il metodo di verificazione di Schlick non copre del tutto la realtà.

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    1. Sottolinei i limiti dell’approccio di Schlick per quanto riguarda le nostre esperienze sentimentali (a cui potremmo aggiungere quelle etiche e religiose). Ma non direi che si tratta di un approccio coerente, se consideri che lo stesso principio di Schlick risulta non verificabile empiricamente, dunque, per se stesso insensato.

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  4. Premettendo che purtroppo non ho idea di che cosa abbiate discusso in classe in quanto non ero presente,devo dire che da quello che ho potuto capire dal diario di bordo e dal libro di testo trovo abbastanza interessante il metodo di verificazione di Schlick (se non ho capito male le frasi sarebbero: 1,2,5,6 nessun significato; 3,4 regole; 7 con significato ma falsa). Trovo che sia un criterio non completamente corretto perché la nostra stessa possibilità di comprendere avvenimenti empirici tende ad evolversi nel tempo trasformando frasi che magari prima non avevano significato secondo questo criterio, e quindi “epurate”, in frasi sensate e quindi “reintegrate”. Il campo dell’analisi del corpo porterebbe ad esempio anche frasi come la numero 2 della lista a essere considerate sensate o una futura scoperta inconfutabile dell’esistenza di Dio renderebbe non solo vera, ma anche sensata la frase 1. Inoltre questo criterio non ci porterebbe alcuna soluzione su frasi che si riferiscono al passato ad esempio supponiamo che io dica in passato i leocorni vivevano numerosi sulla Terra ma all’improvviso sono tutti scomparsi senza lasciare traccia. Questa frase nel linguaggio comune sarebbe solo una frase la cui veridicità non è verificabile mentre secondo questo criterio proprio perchè non verificabile empiricamente questa frase non avrebbe senso (se non ho capito male).

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  5. A mio giudizio il criterio di verificazione di Schlick è inaffidabile in quanto già in partenza dà origine ad un paradosso: non rispetta la regola che esso stesso impone, finendo così per autodistruggersi. Inoltre, anche volendo sorvolare su questa prima falla, il criterio non ci permetterebbe di verificare una teoria in quanto dovremmo tenere presenti tutti i casi possibili, e ciò è empiricamente impossibile.

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  6. Nonostante che in un primo momento il criterio di valutazione di Schlick sembri essere efficace, in quanto spiegherebbe il fatto che alcune frasi siano vere (come la 3 e la 4) e altre meno (per esempio la 1 e la 2), in realtà non lo è: prendendo l’esempio della frase 4 è possibile verificare sperimentalmente la verità della proposizione ma il numero dei triangoli da verificare è infinito mentre quelli verificati sono finiti; si può ipotizzare perciò che esista almeno un triangolo che non rispetti il teorema. Nel caso di leggi empiriche il criterio dovrebbe tener conto dell’induzione per verificare la verità (ossia se è possibile estendere una determinata proprietà a tutti gli elementi)

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  7. Nel ‘900 alcuni ‘filosofi’, gli empiristi logici, si sono occupati di analizzare il linguaggio per distinguere un discorso con significato da uno che invece non ne ha. Essi partono dalla così detta “formula di Schlick” che recita: “Il significato di una proposizione è il metodo della sua verifica”, intendendo con questo che hanno senso o significato soltanto le proposizioni che possano essere verificate empiricamente. E’ dunque richiesta la verificabilità osservativa. Partendo da questo presupposto valuto le seguenti proposizioni:

    1.Dio esiste: la proposizione non ha alcun significato poiché la parola “Dio” non rientra nel vocabolario degli empiristi, in quanto entità magari dimostrabile ma non sperimentabile; la proposizione è dunque senza significato e senza valore scientifico;

    2.Io ti apprezzo molto: la proposizione non ha senso né significato perché il concetto di “apprezzare”, come tutti gli altri sentimenti, non è tangibile né tantomeno sperimentabile; per darle un senso sarebbe necessario “tradurre” la frase in qualcosa di più concreto;

    3.Due corpi si attraggono con una forza proporzionale alle rispettive masse e inversamente proporzionale al cubo delle loro distanze: la frase ha senso in quanto verificabile nella realtà; certamente non sperimentabile universalmente e all’infinito ma comunque tangibile. Essa ha dunque senso e valore scientifico. (Nonostante ciò, a mio avviso, il concetto di “forza” è comunque particolarmente astratto);

    4.L’area del quadrato costruito sull’ipotenusa di un triangolo rettangolo è uguale alla somma delle aree costruite sui suoi cateti: la proposizione, che descrive il teorema di Pitagora, non ha significato in quanto la sua lingua è quella della matematica pura e dunque assolutamente astratta, non tangibile né tantomeno sperimentabile (basti pensare che disegnando un quadrato esso non è più sé stesso);

    5.Stamblooxialuzz: essa è una parola composta da lettere casuali e non rappresenta nulla di reale dunque non ha senso (almeno per noi umani);

    6.Non è giusto mangiare carne di pollo: la proposizione non ha significato in quanto non possiamo dimostrare e ancor meno sperimentare che cosa sia realmente la giustizia; essa non rappresenta qualcosa di tangibile e dunque rende la frase totalmente insensata (anche in questo caso volendo dare un senso dovremmo tradurre il concetto in qualcosa di prettamente pratico);

    7.Sulla faccia nascosta della Luna vivono alcuni stambecchi: la frase, anche se in maniera complicata, ha il suo senso in quanto l’uomo sarebbe capace, ad esempio, di inviare una sonda sulla Luna e verificare realmente se gli stambecchi ci sono oppure no; essa è sperimentabile, in qualche modo, e dunque sensata.

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    1. Ottima analisi, ma ti si chiedeva di discutere il criterio di Schlick, prendendo a pretesto o a esempio queste frasi, non di discutere la significatività (o meno) di questa stesse frasi!

      P.S. Un indigeno di Papua – Nuova Guinea mi ha confidato che in una lingua di una tribù ridotta a un solo parlante la frase n. 5 significa “c’è un albero davanti al mare”… Pare che tale parlante sia umano!

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  8. Secondo la formula di Schlick, formula che sta alla base del neopositivismo,“Il significato di una proposizione è il metodo della sua verifica“, ma ciò implica che tutto sia privo di senso! Di conseguenza anche i discorsi che i neopositivisti fanno e, più in generale, la filosofia non hanno senso compiuto. Si può dire che l’affermazione stessa non sta in piedi. Quindi, secondo me, gli empiristi non risolvono niente applicando la formula di Schlick, poichè, applincandola, si ritrovano al punto di partenza

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    1. Giusto, ma ci sono tanti altri limiti.
      Quello che hai sottolineato si potrebbe superare ammettendo come eccezione al principio esclusivamente lo stesso principio (come se esso proseguisse: “il metodo della sua verifica… tranne che nel caso di questa stessa proposizione, il cui significato è chiaro a tutti”).

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  9. Il criterio di Schlick afferma che: “Il significato di una proposizione è il metodo della sua verifica”
    Inizialmente questo criterio mi pare sensato, ritengo però che non si possa ancora definire adeguato, quindi che richieda alcune migliorie. Questo perché sebbene quando si analizzino semplici proposizioni si abbia un’analisi molto precisa e una chiara divisione tra proposizioni “scientifiche/logiche” e non, nel momento in cui si analizzano concetti teorici (come la filosofia stessa) questi si dimostrano tutti privi di senso. Quindi si è costretti a rivalutare il ruolo e l’essenza stessa della materia( teorica), per cercare di “salvarla”. Sarebbe ottimo riuscire a distinguere i due ambienti: della scienza e del pensiero, così da poter applicare questo criterio solo a ciò che riguarda la scienza. Facendo ciò però si andrebbe a distruggere un legame (probabilmente indissolubile) che lega le due materie. In estrema analisi ritengo che il criterio vada nella direzione giusta, anche se ancora non è da considerarsi come una meta d’arrivo.

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    1. Ottime riflessioni. In effetti l’epistemologia successiva cercherà, fino ad oggi, di perimetrare il discorso scientifico, meglio di quello che sono riusciti a fare gli empiristi logici, e senza negare valore ad altre forme di sapere (come la filosofia). Tuttavia molti epistemologi (come Quine e Feyerabend), che incontreremo, sono altrettanto convinti che sia difficile o forse impossibile separare nettamente la scienza della filosofia (e anche dalla religione).

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  10. 1) questa prima affermazione non è scientifica per il semplice motivo che non è dimostrabile
    2)bisogna ricondurre la frase a concetti concreti perché possa prendere significato
    3)La legge di Newton nonostante non sia verificabile universalmente ha significato anche se fosse falsa poiché è scientifica
    4)la matematica pura non è scientifica poiché anche questa è astratta
    5)questa frase così come è scritta non ha significato. Per farle prendere significato bisogna ricondurla con esempi a atti reali.
    6)non essendo scientifica non ha significato
    7)Questa ultima frase ha un suo significato perché non dinostrabile.

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  11. In questo caso la maggior parte delle frasi sebbene sembri sensata in realtà non lo è affatto. Solamente l’ultima potrebbe effettivamente avere un senso in quanto ha significato la proposizione. Le altre parlano di astrazioni e non sono effettivamente di senso compiuto e quindi non verificabili.

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