5E per mercoledì 8 febbraio

Discuti vantaggi e limiti dell’approccio di Hempel al “discorso scientifico”, alla luce del modello della “legge di copertura” e dei limiti del principio di induzione.

5 pensieri su “5E per mercoledì 8 febbraio

  1. Hempel introduce la “legge di copertura” e quindi dice che per produrre un discorso scientifico non basta descrivere un fatto ma occorre spiegarlo secondo leggi universali. Grazie a questa legge, composta da explanandum ed explanans, Hempel viene in soccorso agli empiristi logici. Nella “legge di copertura” di Hempel vanno quindi definiti una legge generale e un fatto particolare che devono spiegare un fenomeno (l’explanandum). Dalla necessità di trovare la spiegazione di un fatto attraverso le leggi universali, nasce un grande limite dell’approccio hemepliano: come si fa a verificare una legge universale? Ad esempio non si possono certamente verificare le condizioni di ogni singola particella dell’universo per definire verificata una certa legge universale, ma per Hempel ciò è necessario. Arriva così in soccorso il metodo induttivo che però, a sua volta, presenta dei problemi quali:
    1. la possibilità che un evento falsifichi una legge abbondantemente dimostrata;
    2. il paradosso dei corvi neri;
    3. il paradosso di Goodman;
    4. il paradosso dei casi infiniti;
    5. il paradosso delle condizioni al contorno.
    Altri due limiti che si osservano nell’approccio hempeliano sono i limiti di causalità e di irrilevanza. Il limite di causalità si basa sulla mancanza della spiegazione del rapporto di causa-effetto. Il limite dell’irrilevanza si ritrova invece nell’esempio di Gianni che non è incinto perché ha preso la pillola anticoncezionale, di conseguenza, seguendo il ragionamento di Hempel dovrebbe essere vero che Gianni non è incinto perché ha preso la pillola, ma così non è. E’ infatti noto a tutti che, secondo le attuali conoscenze scientifiche, solo le donne possono rimanere incinte o meno.

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  2. Partendo da i presupposti di Schlick, secondo il quale “il significato di una proposizione, che pretende di avere valore scientifico, è il metodo della sua verificazione”, si arriva ad un problema della banalizzazione: avrebbero significato scientifico anche proposizioni banali come ad esempio “il libro è sul tavolo”.
    Ecco quindi che Hempel riesce a risolvere questo problema dicendo che “per produrre un discorso scientifico non basta descrivere un fatto, ma occorre spiegarlo secondo leggi universali”, cioè devo prevederlo prima che accada ed essere in grado di spiegarlo dopo che è accaduto.
    Per quanto questa nuova idea sembri soddisfacente, in realtà anch’essa presenta alcune contraddizioni.
    In primo luogo l’approccio hempeliano non distingue tra causa ed effetto, e questo, in alcuni casi, potrebbe essere portare a contraddizioni (esempio dell’ombra della bandiera).
    In secondo luogo non è possibile escludere che le premesse da cui si parte non siano corrette, e di conseguenza anche le conclusioni possono non essere giuste (esempio dell’uomo che prende la pillola).
    Infine, se voglio dimostrare una legge che non può essere osservabile, non potrò mai essere sicuro che questa non sia limitata a periodi/situazioni precisi, e di conseguenza non posso generalizzare una legge non sapendo se è universale o meno (problema dell’induzione).

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  3. Quello formulato da Hampel è un modello che serve sia a predire che a spiegare i fenomeni.
    Egli prende in considerazione un fenomeno e le leggi generali che lo spiegano.
    Ad esempio, considerando la situazione in cui una persona prema l’interruttore e conseguentemente la luce si spenga, porta Hampel ad affermare che premendo l’interruttore la luce si spegne in senso universale, cioè ogni qualvolta l’azione venga compiuta); la spiegazione del fenomeno diventa, quindi, anche previsione per un fututo fenomeno analogo, da ciò che corrisponde a un’azione si può arrivare a formulare previsioni per il futuro.
    Questa teoria sembrerebbe essere efficiente ogni volta che si può osservare direttamente un’azione con la rispettiva conseguenza, ma come fare a spiegare (e quindi predire) le leggi universali (o, come le chiama Hempel, le leggi di copertura)?
    Spesso il modello Hempeliano, non permettendo di distinguere causa da effetto e scambiando per ‘conseguenza’ di un’azione un evento che, in realtà, si verifica solo in sucessione temporale rispetto a tale azione, finisce per portare a paradossi.
    Un esempio: le donne possono essere incinte mentre gli uomini no, perchè? Qualcuno potrebbe rispondere “perchè gli uomini prendono gli anticoncezionali”. Anche partendo dal presupposto che gli uomini assumano effettivamente anticoncezionali, quindi prendendo per vere le premesse del modello di Hempel, risulta chiaro che il vero motivo della ‘non-gravidanza’ degli uomini non è la pillola anticoncezionale, ma ciò non lo si può dimostrare dal modello di Hempel.

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  4. L’approccio di Hempel al “discorso scientifico” porta ad alcuni vantaggi perché risolve il problema dei precedenti approcci. Questi ultimi, infatti, pretendevano che una proposizione corrisponda a uno stato di cose perché essa abbia senso scientifico e, ad esempio, per gli empiristi positivisti è necessario dimostrare una proposizione per definirla scientifica, ma una definizione matematica o fisica non può essere verificata in ogni condizione possibile.
    L’approccio hempeliano sostituisce la dimostrazione di una legge scientifica come sua condizione sufficiente e necessaria alla sua possibilità di spiegare uno o più fenomeni.
    Ad ogni modo, questo approccio non risolve due grandi problemi: l’origine delle leggi universali e, in particolare, la loro sottodeterminazione da parte delle osservazioni empiriche.
    Di base il problema sta nel non poter aggiungere a tale approccio il concetto di causa che, comunque, non rientrerebbe nei limiti empiristici entro cui Hemel voleva rimanere.

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  5. L’approccio di Hempel al “discorso scientifico” ha aspetti positivi e negativi.
    L’aspetto positivo è il fatto che viene in soccorso al discorso scientifico dei neoempiristi del circolo di Vienna dicendo che perché un discorso sia scientifico occorre spiegarlo secondo leggi universali. Grazie alla legge di copertura Hempel riesce a escludere frasi come “il gatto è sul letto” dal discorso scientifico. La legge di Hempel però, ha anche dei limiti: non riesce a verificare le leggi universali (p.e. la legge di Newton per le particelle). Questo problema si può risolvere combinando la legge di copertura al metodo induttivo. Il problema è che anche quest’ultimo ha delle contraddizioni:
    1. Nonostante l’infinità dei casi per cui si fa esperimento e che verificano una legge non è escluso che se ne possa trovare uno che non lo fa(p.e. il caso del tacchino)
    2. I numerosi casi che confermano la legge non ne aumentano però la probabilità che essa sia vera.
    Queste contraddizioni fanno in modo che la legge di copertura non sia efficacemente combinabile con il principio di induzione.
    Un altro limite lo si può trovare pensando all’esperimento dell’ombra della bandiera: se noi cerchiamo la dimensione dell’ombra partendo da quella della bandiera utilizzando la legge di copertura utilizziamo un processo scientifico, al contrario se noi facciamo il processo opposto (calcolare la dimensione della bandiera partendo dall’ombra) ci imbattiamo in affermazioni che non dovrebbero appartenere al discorso scientifico (in quanto la bandiera non misura 15 m perché l’ombra è 20 ma perché qualcuno l’ha fatta così). Quindi in conclusione la legge di copertura non tiene conto del fatto che affermazioni che sono scientifiche possono avere l’affermazione opposta che non lo è.

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