5E per mercoledì 15 febbraio

Dopo aver studiato l’approccio di Popper dì quale tra le teorie epistemologiche ti sembra più convincente.

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8 pensieri su “5E per mercoledì 15 febbraio

  1. Tutti i filosofi che si sono approcciati all’epistemologia, per cercare di salvare errori commessi da filosofi precedenti, sono tuttavia caduti loro stessi in errore. Si noti ad esempio Hempel che, venendo in aiuto agli empiristi logici, ha commesso errori nella sua stessa teoria (p.e. “Come faccio a verificare una legge universale?”). Lo stesso discorso vale per Popper che è caduto in errore e l’ha riconosciuto, ma ci è pur sempre caduto. Gli empiristi logici prima citati, sono caduti in errore ancor prima di iniziare: la loro stessa affermazione “il significato di una proposizione è il metodo della sua verifica” risulta priva di significato. Nessuno dei filosofi fino ad ora studiati risulta quindi convincente fino in fondo proprio perché tutti loro sono caduti in errore e un approccio con errori oggettivi non può, a mio parere, risultare convincente anche se ben argomentato.

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    1. Già, ma da qualcosa bisogna pur partire, no? Ci sarà comunque un approccio migliore… E, del resto, nella conversazione comune (ma anche nelle aule giudiziarie) distinguiamo il sapere scientifico dalla chiacchiera. In base a quali criteri? Implicitamente non siamo un po’ tutti “empiristi logici”, quando diciamo, p.e., che una cosa è “oggettiva, perché è stata scientificamente dimostrata”? Che cosa immaginiamo con quel “scientificamente dimostrata”? Forse che in laboratorio si è verificato che le cose si svolgono in un certo modo e non in un altro. Oppure che ripetute osservazioni hanno mostrato una certa correlazioni di eventi, ma non altre (p.e. non si è mai riscontrato che il pensiero muova gli oggetti a distanza, per “psicocinesi”).

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  2. Tra quelli studiati, ritengo che l’approccio deduttivistico di Popper sia il più convincente.

    Il precedente metodo induttivo, infatti, si è dimostrato impreciso.In particolare tale metodo non è in grado di confermare una legge universale in quanto non è possibile trarre conclusioni generali da osservazioni particolari perché non è possibile tutte le occorrenze possibili di un determinato evento.

    Anche il principio di verificazione degli empiristi logici presenta dei problemi: seguendolo, si prendono per teorie scientifiche una serie di concezioni sempre verificabili (ad es. marxismo e psicoanalisi, religione,…).

    Per ovviare a questi problemi, dunque, Popper introduce il principio di falsificabilità: una teoria è scientifica solo se è falsificabile, nel senso di “vera fino a prova contraria”, cioè soggetta a verifiche sperimentali che possano smentirla o confermarla.
    Con questo principio, Popper identifica come scientifiche le teorie che si mostrano più adatte a sopravvivere nella competizione con altre teorie e nel confronto con l’esperienza e che sono controllabili con metodi rigorosi.

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  3. Tutte le diverse teorie che abbiamo analizzato hanno sempre avuto una ‘falla nel sistema’. Basti pensare al procedimento che aveva proposto Hempel, il quale sembrava essere la soluzione ai dubbi avuti precedentemente, ma non riuscendo a reggere la mancanza del concetto di causa-effetto esso non riusciva a verificare l’origine delle leggi fisiche universali. Quindi, come si può notare, anche quest’ultima possibile teoria risulta insufficiente. Allo stesso modo, o quasi, succede anche con l’approccio di Popper alla questione. Infatti, nonostante egli sembri proporre dei canoni abbastanza validi per verificare la veridicità di una legge scientifiche anch’essi non verranno ritenuti sufficientemente adeguati. Prendiamo, ad esempio, in considerazione il criterio del grado di falsificabilità di Popper dove attraverso il confronto si riesce a concepire una legge fisica più importante e vera di un’altra. Certo, concettualmente potrebbe sembrare un metodo brillante, ma dobbiamo anche renderci conto che noi non abbiamo un criterio di verità e ancor meno possiamo ritenere di possederne uno per la verosimiglianza.
    Di conseguenza a mio parere nessuna delle teorie affrontate è abbastanza convincente, ma forse dovremmo semplicemente accontentarci delle leggi fisiche che più salvano i fenomeni e che più risolvano i problemi perché, a mio parere, poter capire la veridicità di una legge fisica in tutta la sua totalità è prettamente impossibile con gli strumenti che tutt’ora possediamo.

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    1. E che altri strumenti dovremmo possedere? Materiali o concettuali? E come supererebbero le difficoltà in cui incorrono le diverse proposte epistemologiche? In questione non sono tanto i limiti della scienza attuale, infatti, ma quelli della scienza possibile, studiati dall’epistemologia

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