5D per martedì 14 febbraio

Esprimi una valutazione argomentata dell’approccio epistemologico di Karl R. Popper.

Annunci

21 pensieri su “5D per martedì 14 febbraio

  1. Popper muove una critica verso l’induzione che come abbiamo visto ha alcuni limiti. Egli critica anche il principio di verificazione degli empiristi logici come Schlick. Popper introduce il principio di falsificabilità come segno di confine tra il discorso scientifico e non scientifico e sposta anche il limite della significabilità . La differenza principale tra questi due principi é che il primo separa le proporzioni scientifiche da quelle non scientifiche, mentre il secondo distingue proporzioni significanti da quelle non significanti.
    Secondo Popper una teoria è scientifica solo se é falsificabile, ovvero che é vera fino a prova contraria , se invece non è possibile confutare un’ affermazione essa allora non è scientifica.
    Popper sostiene che per giudicare le teorie false bisogna usare un criterio di verosimilitudine capace di farci capire quale fra esse sia quella migliore ovvero più simile al vero.
    Popper dice che che la verosimiglianza di una teoria falsa aumenti se diminuiscono le conseguenze false e non quelle vere.
    Il “problema” delle affermazioni di Potter è che noi non abbiamo una criterio che ci permetta di capire se una teoria é vera per sempre o meno, in più non abbiamo un criterio di verosimiglianza. Quindi possiamo solo dire che fra due teorie la migliore è quella che risolve più problemi.

    Mi piace

  2. Il metodo di Popper sembra molto convincente tanto che in ambiti giuridici si afferma che una persona è innocente fino a prova contraria. Questo fatto è una dimostrazione di come tale approccio sia convincente e funzionale. Anche le teorie scientifiche o matematiche vengono ritenute valide finché non ci sia un caso dove esse non siano verificate, inoltre permette di distinguere in modo migliore cosa è scienza e cosa no.
    Il problema però esiste: nei casi limite di una teoria esse possono non funzionare ma vengono considerate vere comunque. Presentano, quindi , degli errori che non essendo quantificabili o giudicabili in gravità non si può affermare che una teoria sia giusta e l altra no.

    Mi piace

    1. Si potrebbe però dire di uno che è colpevole fino a prova contraria! Come vedi, in campo giuridico, per fortuna, in uno stato di diritto il criterio di “falsificabilità” si applica solo all’innocenza. In ogni caso l’esempio non è molto pertinente, perché non si tratta di “teorie” da difendere, ma di fatti da accertare. Dovresti anche chiarire meglio quali siano i “casi limite” in cui teorie non funzionanti vengono considerate vere. Direi, piuttosto, quasi al contrario, che teorie certamente false (secondo il rigido criterio di Popper), in qualche loro implicazione, sono mantenute, non perché vere, ma perché… (globalmente) funzionanti!

      Mi piace

  3. A parer mio l’approccio epistemologico di Popper non è completamente sbagliato, la scelta della teoria più utile tra due diverse teorie è un ottimo metodo per decidere quale sia la più adatta e veritiera. Finchè una risolve i problemi dell’altra più anche un solo diverso problema è senza dubbio la migliore delle due e la più verosimile.
    Non concepisco però l’idea per cui si assegni un grado di falsificabilità ad una teoria: su quali principi e scale oggettive dovrebbe basarsi tale grado?

    Mi piace

    1. Infatti, il punto debole dell’approccio popperiano riguarda il punto che hai sollevato interrogativamente verso la fine. Tuttavia, intuitivamente a noi sembra che la teoria di Aristotele sia “più falsa” di quella di Newton, anche se entrambe sono false (non salvano i fenomeni che, invece, la teoria di Einstein riesce a spiegare). Intuitivamente stiliamo un ordine di preferenza tra teorie “false” che, più o meno, costituisce anche un criterio per “misurare” il progresso scientifico. Purtroppo non esiste un criterio strettamente “logico” per effettuare tale misura.

      Mi piace

  4. L’approccio epistemologico di Karl Popper basa le sue fondamenta su un principio introdotto dallo stesso filosofo per distinguere il discorso scientifico da quello non scientifico: il principio di falsificazione. In questo principio, il criterio principale per distinguere le proposizioni scientifiche da quelle che non lo sono è il criterio di falsificabilità. In base a questo criterio una teoria non è scientifica quando è abbastanza ambigua da non poter essere confutata in alcun modo concepibile. Le teorie devono dunque prestarsi a falsificazione e avere una componente “controllabile”: l’unico modo vero per trovare conferme a una teoria, dunque, è tentare seriamente di confutarla (e ovviamente non riuscirci). Popper si approccia al discorso epistemologico con queste idee, che, però, nel corso degli anni sono state criticate e confutate da altri filosofi tanto da far accorgere lo stesso “inventore” delle loro incongruenze e contraddizioni. In ogni caso, a mio avviso la teoria della falsificazione è un metodo abbastanza valido per stabilire la scientificità di una teoria; se infatti essa resiste a tutte le prove che le si pongono mostrando sempre lo stesso risultato c’è una buona probabilità che essa sia vera e quindi scientifica. Il principio del “modus tollens”, poi, è utile e soprattutto veloce per dimostrare la falsità di una proposizione in quanto “si accontenta” della falsità di una sola prova per mettere in discussione tutta la teoria. D’altro canto troviamo alcune contraddizioni e alcuni problemi come ad esempio l’impossibilità di verificare la quantità di falsità o veridicità in una teoria con conseguente impossibilità di confronto con altri principi. Nonostante ciò, trovo questo metodo il migliore tra quelli proposti finora per verificare la scientificità di una teoria anche se sono convinta che nessuno mai potrà parlare in modo sicuro a livello generale e universale.

    Mi piace

    1. Risposta assai ricca e sostanzialmente esauriente. Il rischio nello scrivere molto, tuttavia, è quello di moltiplicare le imperfezioni lessicali (oltre che logiche ecc.). Ad esempio, non parlerei di “impossibilità di confronto con altri principi”. Con quali “principi”? A che cosa ti riferisci? Inoltre, è vero che la teoria di Popper presenta dei limiti, ma non è completamente contraddittoria. Semplicemente è debole sotto un preciso punto di vista.

      Mi piace

  5. L’approccio Popperiano, volto alla risoluzione del dilemma riguardante la scientificità di una proposizione, è tra tutti quelli studiati fin’ora quello più verosimile perché tiene conto di più variabili rispetto agli altri criteri. Introducendo il principio di falsificabilità come criterio di demarcazione tra discorso scientifico e non scientifico, Popper riesce a fare distinzioni fra teorie di ordine demagogico da quelle di ordine scientifico, dunque se una proposizione fosse di carattere scientifico essa sarebbe sottoposta costantemente a fallibilità. Più una teoria regge a nuove e diverse confutazioni più essa è verosimile, ciò è possibile solamente se una certa teoria si dovesse spingere tanto più “in la”. Ma anche questa teoria Popperiana presenta una pecca di non poco conto, introducendo il concetto di grado di falsificabilità essa non consente di capire se durante tutto il corso della storia sia avvenuta un evoluzione della scienza invece che un involuzione.

    Mi piace

    1. Non scrivere “Popperiano” con la P maiuscola. In Italiano (o italiano) è preferibile iniziare gli aggettivi, anche tratti da nomi propri, con la lettera minuscola. Non parlarei di teorie “di ordine demagogico” (penso che tu ti riferisca al marxismo o all’astrologia…), ma semplicemente di teorie non scientifiche, alcune di carattere “ideologico”, altre semplicemente “ciarlatanesche”, altre ancora rispettabilissime filosofie e concezioni religiose, che potrebbero perfino essere in qualche modo “vere” (secondo Popper), ma non sono scientifiche semplicemente perché si presentano come inconfutabili.

      Mi piace

  6. Popper porta critiche a due diversi principi, a quello di induzione e quello di verificabilità. La seconda in particolare pare essere la più convincente, dato che sembra porre fine alle discussioni sulle proposizioni scientifiche. Secondo me è una buona idea quella di Popper nella sua introduzione del principio di falsificabilità, che si pone come differenza tra scientifico e non. In questo modo una teoria non è scientifica se non ci è possibile confutarla. Al contrario le teorie falsificabili sono scientifiche, ma queste falsificabili non sono false bensì vere fino al momento della loro confutazione; questo mi sembra rappresentare correttamente il corso reale delle teorie. Riguardo questa teoria, ciò che non convince è il grado della falsificabilità, dato che si è dimostrato come, tra due teorie false non può esserci una più vera dell’altra.

    Mi piace

    1. Molto corretto. Perché trovi più convincente la critica al criterio di verificabilità della critica al principio di induzione? Sei “affezionato” all’induzione? Ti sembra che possa ancora essere adoperata? Non saresti il solo… Ma su quali basi?

      Mi piace

  7. A differenza di Schlick, Popper si concentra principalmente sul valore scientifico delle proposizioni senza analizzarne il senso. Grazie all’introduzione del principio di falsificazione, egli riesce a stabilire il grado di scientificità di una frase: se una teoria si presta a essere falsificata e resiste al tentativo di confutazione allora ha valore scientifico. Vi sono alcune contraddizioni che tuttavia mostrano alcune lacune della teoria, di cui lo stesso Popper se ne accorgerà presto: per esempio il fatto che non si possa scegliere tra due teorie false una che lo sia di meno e una che lo sia di più. Tuttavia rimane un criterio di valutazione nuovo per l’epoca e quantomeno valido in quanto all’uso della falsificazione al posto del criterio degli empiristi logici

    Mi piace

    1. Hai colto un elemento importante del criterio di Popper (in parte anticipato da Hempel, ma con riferimento alla verificazione, non alla falsificabilità): si tratta di un criterio di demarcazione tra scienza e non scienza, non tra proposizione sensate e insensate (come quello dei positivisti logici).

      Mi piace

  8. La teoria di Karl R. Popper ci permette finalmente di eliminare il sistema dell’induzione dalla definizione di scienza e mette una buona e coerente base su quella che è la scienza attraverso il criterio di verificabilità. La teoria di Popper sembra perfetta per definire cosa sia la scienza, ma sembra avere delle difficoltà nel considerare corrette le teorie reputate scientifiche da questa definizione. Popper infatti cerca di introdurre il grado di falsificabilità per dimostrare il verificarsi del progresso scientifico nel corso dei secoli. Il criterio di verificabilità sembra infatti non trovare al momento nessuna teoria scientifica verificabile al 100% e non avendo i mezzi per distinguere teorie più corrette da meno corrette sembrerebbe che con questa definizione di scienza non abbiamo mosso alcun passo avanti dalla “verità scientifica” che a questo punto sembra tanto lontano dalla conoscenza quanto quella filosofica. Tuttavia a mio parere la definizione di Popper attraverso il criterio di verificabilità che ci permette di distinguere la chiacchiera dalla scienza sembra essere corretta ( pur dimostrando la nostra ignoranza dal punto di questa disciplina).

    Mi piace

    1. Hai colto l’essenziale. Tuttavia, non direi che la teoria di Popper “sembra avere delle difficoltà nel considerare corrette le teorie reputate scientifiche”. La difficoltà fondamentale consiste, come sembri avere intuito, posto che tutte le teorie falsificabili (cioè scientifiche) sono in parte falsificate, nel trovare un criterio che permetta di istituire una gerarchia tra tali teorie.

      Mi piace

  9. Quasi tutti i filosofi della scienza ammettono che non possiamo verificare in modo conclusivo le ipotesi scientifiche.
    Abbiamo visto che tale impossibilità dipende dalla circostanza che le ipotesi di forma universale parlano di un numero potenzialmente infinito di oggetti mentre qualunque evidenza empirica ne comprende solo un numero finito. Gli induttivisti, tuttavia,ritengono che in certi casi i dati empirici in nostro possesso permettano di attribuire, sulla base di appropriate inferenze induttive, una probabilità positiva alle ipotesi scientifiche, comprese quelle di forma universale. Questo punto di vista viene respinto da Popper, il quale è convinto che il carattere finito di ogni evidenza empirica impedisca di attribuire una sia pur minima probabilità alle ipotesi universali; ciò significa, per esempio, che la probabilità che tutti i corvi siano neri è destinata a restare uguale a zero, anche in seguito all’osservazione di milioni di corvi neri.
    In alternativa all’induttivismo Popper sviluppa una interessante logica della giustificazione di carattere puramente deduttivo, nota con il nome di fallibilismo.
    Seguendo questo metodo, gli scienziati non dovrebbero affatto sforzarsi di confermare le ipotesi trovando evidenze sperimentali che ne accrescano la probabilità; dovrebbero invece tentare di dimostrare la falsità delle loro migliori congetture, di trovare cioè delle prove sperimentali in grado di confutarle. Infatti, solo resistendo a ingegnosi tentativi di confutazione le ipotesi scientifiche possono mostrare il loro valore.

    Mi piace

  10. Secondo me il criterio di falsificazione ideato da Popper rappresenta un notevole passo avanti rispetto al verificazionismo dei positivisti logici: è impossibile infatti sapere fin dall’inizio se una teoria è vera del tutto, ma finché non viene confutata è opportuno ritenerla valida. Il metodo di Popper risulta tuttavia insoddisfacente in un punto in particolare: il criterio di verosimiglianza. Come poi ammesso dallo stesso filosofo che l’ha ideato, risulta impossibile stabilire fra due teorie false quella più valida, in quanto non siamo in grado di quantificarne le previsioni vere o false.

    Mi piace

  11. Popper sosteneva che le le tecniche usate fin ad allora per dimostrare se una teoria è scientifica o meno, siano vane e le confuta. Egli sostiene infatti che una teoria è scientifica solo se è falsificabile: un’affermazione che può essere smentita da fatti nuovi è un’affermazione falsificabile. Falsificabile, però, non significa falso, ma vero fino a prova contraria, cioè soggetto a continui tentativi di verifica.
    Secondo me questo è un approccio innovativo, poichè fino ad allora in molti cercavano di definire in modo preciso in che modo una teoria è scientifica, ma nessuno prima di lui ha pensato che se non si riesce a definire qualcosa, magari negare il suo contrario è più semplice e produce lo stesso risultato. Ovviamente ci sono dei limiti anche a questo metodo, però è comunque un passo avanti verso la definizione di ciò che è scientifico o meno

    Mi piace

  12. Il metodo di Popper va bene perché permette di distinguere fra ipotesi scientifiche ciononostante introduce dei gradi di falsificabilità che però non dovrebbe esserci.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...