5D per martedì 21 febbraio

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28 pensieri su “5D per martedì 21 febbraio

  1. L approccio che sembra più convincente è quello di Kuhn, il quale afferma che una teoria può essere non verificata anche a causa di altre teorie che possono aver interferito. Allo scienziato quindi cercarle e trovarle, nel caso non esistano la teoria iniziale sarebbe sbagliata. Si ritorna a un approccio “normale” di verifica delle teorie, ossia quello di cercare prove a favore e non di trovare falsificazioni (come voleva Popper con il Modus Tollens).
    Anche con questo approccio non risultano criteri oggettivi che aiutino lo scienziato a decidere quando una teoria va seguita e quando va abbandonata: fin quando cercare di salvarla, rendendola anche complessa?( come per esempio la teoria delle 55 sfere) .

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  2. Tra gli approcci alla scienza che finora ho incontrato credo di preferire (perché non è di certo semplice scegliere) quello proposto da Karl Raimund Popper, a mio avviso più convincente e funzionante rispetto agli altri. Esso si basa infatti sul presupposto che le teorie debbano avere conseguenze empiriche, osservabili, per poter verificare la veridicità della teoria stessa. Già questo aspetto mi convince perché mi dà un criterio pratico per giudicare una teoria e, in un certo senso, “mi permette di vederla applicata sotto gli occhi con metodo tangibile”. Nonostante ciò, secondo Popper qualora un fenomeno verifichi una teoria, questo evento non giustifica la veridicità della teoria stessa che, in qualche altra occasione potrebbe risultare falsa. Questo principio, chiamato di “sotto determinazione” a mio avviso è molto valido per esaminare il valore veritiero di una legge: non basta infatti che essa sia verificata da un unico fenomeno per essere considerata vera in generale! A questo proposito, Popper introduce il principio di falsificazione che al contrario, anche se magari un po’ estremo secondo me è abbastanza valido; egli infatti sostiene che “una teoria che si presta a falsificazioni ed è in qualche modo resistita a tutte le prove fatte su di essa, è scientifica”. Questo presuppone che le teorie debbano avere una componente controllabile e sostiene che una sola prova falsa le falsifica immediatamente (modus tollens)(forse per questo un po’ estrema però attinente alla logica di chiunque (se vedo che una cosa è falsa prendo subito le distanze da essa) e alla realtà). A mio parere è un approccio abbastanza affidabile e il fatto che si vadano a cercare le prove che falsificano piuttosto che quelle che verificano è un fatto tanto più difficile quanto più veritiero e valido per l’affermazione della legge in causa.

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  3. Tutti gli approcci finora analizzati se riescono a risolvere problemi tutto sommato complessi ed importanti, ne introducono degli altri in ogni caso. Proprio per questo motivo non penso ci sia una teoria migliore, più convincente, rispetto alle altre. Perfino la teoria di Kuhn traendo spunto da quella Popperiana non è esente da complicazioni, ad esempio il problema legato al progresso scientifico. Ritengo che la teoria migliore sia una sintesi fra quelle analizzate e che offra approcci diversi al variare della situazione.

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    1. Una sintesi? Di che tipo? I diversi approcci sembrano, in parte, contraddirsi, dunque come fare sintesi tra loro? Per esempio, come fare sintesi tra un approccio induttivistico (come quello di Hempel, almeno implicitamente) e uno che nega recisamente ogni valore all’induzione (come quello di Popper)? Attenzione (anche in sede d’esame) al “cerchiobottismo” (“un colpo al cerchio e uno alla botte”): non sembra la verità sta nel mezzo. Soprattutto: va argomentato perché dovrebbe stare proprio lì e come potrebbe starvi.

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  4. Il metodo che mi ha convinto di più è quello di Kuhn dal momento che, come egli stesso dice, non è opportuno ripudiare una teoria scientifica, soltanto perchè un’anomalia non rientra nel suo schema di previsioni, andando quindi alla ricerca di una nuova teoria. Da un punto di vista storico, questo approccio, inoltre, si è rivelato il migliore nel momento in cui la teoria di Newton aveva “fallito” nel predire l’orbita di Nettuno. Anzichè “cestinare” Newton, gli scienziati analizzarono l’anomalia e scoprirono l’esistenza di Plutone.

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  5. L’approccio che trovo più convincente è quello delineato da Thomas Kuhn. In esso le teorie non vengono considerate sbagliate alla minima imprecisione o nel caso in cui vi siano alcune eccezioni. Inoltre, ritengo che con il progredire della scienza qualsiasi teoria che già stiamo utilizzando e diamo per assoluta possa incappare, in futuro, in qualche (come le chiama Kuhn) anomalia che non stabilisca necessariamente la perdita di validità della teoria in questione soprattutto nel caso in cui non ci sia una teoria più valida da applicare di quella precedente e che salvi sia quello che salvava la teoria precedente sia le anomalie che non
    salvava.

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    1. Sembra tutto molto convincente, peccato che Kuhn indebolisca il criterio di falsificabilità e non ci consenta di discriminare oggettivamente tra la teoria di Tolomeo e quella di Einstein, per quanto riguarda il rispettivo grado di scientificità.

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  6. Tutte le diverse teorie che abbiamo analizzato hanno riscontrato dei “problemi”.
    Ad esempio il metodo induttivo non è in grado di confermare una legge universale in quanto non è possibile trarre conclusioni generali da osservazioni particolari perché non è possibile immaginare/supporre tutte le occorrenze possibili di un determinato evento. Il procedimento che aveva proposto Hempel seppur sembri portare soluzione ai dubbi del tempo, non riuscendo a reggere la mancanza del concetto di causa-effetto non riusciva a verificare l’origine delle leggi fisiche universali. Quasi allo stesso modo succede con l’approccio di Popper, che, nonostante sembri proporre dei canoni abbastanza validi per verificare la veridicità di una legge scientifiche, anch’esso non viene ritenuto sufficientemente adeguato. Rimane la teoria di Kuhn, che ritengo essere la più valida fra le possibili scelte. Secondo Kuhn nessuna teoria è del tutto esente da falsificazioni, quindi abbandonare subito le teorie che presentano anomalie (cioè contraddizioni della teoria in questione) significherebbe dover ricominciare sempre da capo senza fare passi avanti. Ciò che propone il filosofo è che prima di considerare confutata una teoria, se ne devono risolvere le anomalie intese come rompicapo e gli strumenti che possiede lo scienziato sono quelle teorie che vengono considerate indiscutibili (paradigmi che possono cambiare solo in momenti considerati eccezionali).
    Questa teoria però, come detto all’inizio non è esente dal suo problema: infatti seguendola si ricorrerà alla preferenza di un paradigma rispetto ad un altro per mezzo di criteri extrascientifici, che in ambito scientifico non dovrebbero avere posto.

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    1. Non mi riferirei a Hempel e agli altri approcci con riferimento al loro “tempo”. E’ vero che si tratta di autori in alcuni casi dei primi del Novecento, ma per molti aspetti la loro prospettiva è ancora attuale, quanto meno è ancora oggetto di controversia e discussione (in mancanza di prospettive sicuramente migliori e, come tu scrivi, esenti da problemi).
      Non è chiarissimo, inoltre, perché “l’approccio di Popper, che, nonostante sembri proporre dei canoni abbastanza validi per verificare la veridicità di una legge scientifiche, anch’esso non viene ritenuto sufficientemente adeguato”. Implicitamente lo spieghi dopo evocando Kuhn, ma sarebbe stato meglio, prima di passare a Kuhn, chiarire questo aspetto, non trovi? Altrimenti, come per il mio primo rilievo, sembri cadere in una trattazione storico-narrativa delle questioni, mentre ti si chiedeva una presa di posizione teorica.

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  7. Tra i vari approcci fin qui affrontati, quello di Popper mi era parso generalmente il più convincente dato che finalmente si arriva alla fine del problema delle proposizioni scientifiche. Ciò che in Popper non convince e non sembra corretto è il “grado” di falsificabilità di una proposizione falsa e questo è proprio uno dei punti di partenza della della teoria di Kunh. Quest’ultima teoria mi sembra la risolutiva dato che ammette le anomalie in una teoria scientifica, cosa che in Popper invalidava l’intera teoria.

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    1. Come vedremo, anche l’aspetto, che tu sottolinei, per cui Popper sembra “resistere” sarà messo in discussione. In ogni caso l’approccio di Kuhn sembra invalidare il valore della falsificabilità (la teoria che sembra falsificata presenta semplicemente anomalie che potrebbero venire risolte), centrale in Popper.

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  8. A mio avviso la teoria dei paradigmi di Kuhn è più convincente, risulta un tentativo ottimale di cercare di salvare le teorie, soprattutto quelle più importanti che nonostante ciò non risultano esenti da errori, includendo delle spiegazioni abbastanza plausibili delle loro anomalie e quindi adattando la teoria a questo tipo di casi limite. Pertanto è una soluzione meno drastica di altre, come per esempio quella di Popper.

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  9. Le teorie che mi convince di più è quella di Popper . La teoria di Popper mi convince fino a quando cerca di individuare una teoria scientifica rispetto alla semplice chiacchiera attraverso il criterio di verificabilità, Kuhn tuttavia mette in luce un problema fondamentale della teoria di Popper, quello di capire quale teoria sia la più adatta. Il ragionamento di Kuhn che ferma l’esclusione di una teoria a causa del non verificarsi di una solo evento è a mio parere corretta. Bisognerebbe infatti cercare di comprendere gli eventi e avere la possibilità di controllare il loro verificarsi anche secondo le leggi della teoria da verificare prima di poterla escludere (criterio che avrebbe impedito di screditare la teoria di Newton data la perturbazione dell’orbita di Urano). Per scegliere una teoria piuttosto che un altra servirebbe un criterio più scientifico rispetto a quello di Kuhn che mette in gioco eventi extrascientifici. A mio parere appunto prima di considerare falsa una teoria a causa di un anomalia è necessario comprendere l’anomalia (sebbene comprendo che la cosa non sia per niente facile).

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  10. Tra i vari approcci alla scienza analizzati fino ad ora, quello che più mi ha convinto è stato quello di Kuhn.
    Innanzitutto ho apprezzato la lucida osservazione da lui fatta che consiste nel rendersi conto che nessuna teoria è esente da falsificazioni, pertanto è impossibile parlare di progresso scientifico da un punto di vista prettamente logico.
    Inoltre condivido il fatto che è illogico abbandonare una teoria solo perché presenta una o più anomalie, in particolare se non esiste una teoria che vada a sostituire quella “sbagliata”: non ci sarebbe progresso scientifico e soprattutto bisognerebbe ripartire da zero ogni volta per formulare altre teorie.
    Trovo interessante, oltre a ciò, il fatto che gli scienziati lavorino assumendo come verità dogmatiche tutte le teorie precedenti. Solo in caso di un aumento rilevante di anomalie è possibile andare a modificare la legge esistente in modo da perfezionarla.
    Infine, il filosofo conclude asserendo che visto che non è possibile postulare teorie prive di confutazioni, è possibile scegliere una teoria in base ad elementi prettamente non scientifici (motivi religiosi, culturali, estetici).

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  11. Tra i vari approcci quello che più mi soddisfa è la teoria dei paradigmi di Thomas Kuhn. In particolare condivido il fatto che se una teoria presenta delle anomalie, è giusto cercare di risolverle senza abbandonare completamente gli studi compiuti fino a quel momento. Ciò permette infatti una maggiore velocità ed efficienza nel campo della ricerca, nonché nel progredire della scienza (che a differenza di Kuhn, ritengo essere reale).

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  12. L’approccio che a me sembra più convincente è quello della teoria dei paradigmi di kunh. Questa teoria mi soddisfa di più rispetto alle altre poiché essa ammette che per ogni teoria scientifica ci possano essere delle anomalie, le quali rendono una legge scientifica non verificata, e che però queste non escludono che la teoria sia comunque verificata. Kuhm in ogni cosa vede delle anomialia che si possono presentare, ma comunque anche se queste so presentano spesso si può comunque considerare “lecita” una legge anche se contradetta da una sola anomalia.

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  13. L’approccio che a me sembra più convincente è quello della teoria dei paradigmi di kunh. Questa teoria mi soddisfa di più rispetto alle altre poiché essa ammette che per ogni teoria scientifica ci possano essere delle anomalie, le quali rendono una legge scientifica non verificata, e che però queste non escludono che la teoria sia comunque verificata. Kuhm in ogni cosa vede delle anomialia che si possono presentare, ma comunque anche se queste so presentano spesso si può comunque considerare “lecita” una legge anche se contradetta da una sola anomalia.

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  14. A me personalmente non convince una teoria in particolare perché ritengo che le varie filosofie che abbiamo studiato in questo modulo in un certo senso si completano fra loro. Ogni teoria aggiunge un tassello e allo stesso tempo ha dei limiti che vengono eliminati dalla teoria che la segue

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