4F per mercoledì 22 febbraio

Per verificare se hai ben compreso il senso della cosiddetta “rivoluzione copernicana” di Kant, prova a illustrare come si forma nella mente, secondo la sua prospettiva, un giudizio come: “Il libro è sul tavolo”. Da che cosa si parte (fuori di noi) e attraverso quali passaggi (dentro di noi) si forma il giudizio?

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8 pensieri su “4F per mercoledì 22 febbraio

  1. Noi inizialmente percepiamo il fenomeno con i sensi e poi l’oggetto lo ricostruiamo con l’intelletto . Quindi nell’affermazione “il libro è sul tavolo” distinguiamo “il libro” che è sostanza e “è sul tavolo” che è un’accidente. La sostanza e l’accidente sono dei fenomeni che esistono solo nella nostra percezione, ma non sono così nella realtà. La realtà è un’ incognita con cui noi non verremmo mai a conoscenza.
    Quindi noi osserviamo il fenomeno e successivamente dal confronto dei sensi ( spazio, tempo, dimensioni,… ) e dalle conoscenze dell’intelletto ricostruiamo l’oggetto.

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  2. Secondo Kant, il giudizio che si forma parte dalla percezione coi sensi di ciò che vediamo che distingue una sostanza (il libro) e un “accidente” (essere sul tavolo). Ciò è inteso come il fenomeno che avviene fuori di noi. Dentro di noi, invece. si forma l’oggetto che è un’elaborazione del fenomeno operata dall’intelletto che ci permette di esprimere un giudizio, distinguendolo da un insieme di fenomeni percepiti altrimenti indistinti.

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    1. Fuori di noi, per la precisione, c’è la “cosa in sé”, intrinsecamente inconoscibile. Il “fenomeno” si forma in noi, nei nostri sensi, in quanto dipende dalle forme pure di spazio e tempo che, secondo Kant, sono soggettive. La parte della risposta relativa alla funzione dell’intelletto è corretta.

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  3. Innanzitutto dobbiamo ammettere che qualcosa “esista” fuori di noi, qualcosa la cui sensazione genera nella nostra mente i fenomeni libro e tavolo: questo qualcosa è la cosa in sé, di cui non sappiamo nulla.
    Poi possiamo chiamare fenomeni le immagini tridimensionali dei nostri due oggetti così come ci sono restituite dallo spazio e dal tempo. Infine si costituiscono i veri e propri oggetti libro e tavolo (distinguibili dal noumeno), di cui si possono elaborare giudizi quali: “il libro è sopra al tavolo / il tavolo è alto un metro / ecc…”.

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  4. Dall’esterno provengono certi impulsi, che catturati dell’occhio generano informazioni. Queste vengono decodificate in maniera diversa da ognuno di noi. Questa diversità è originata da diverse strutture mentali ed esperienze.

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