5F per sabato 25 febbraio

Esprimi una valutazione argomentata dell’approccio epistemologico di Karl R. Popper.

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13 pensieri riguardo “5F per sabato 25 febbraio

  1. Trovo l’approccio epistemologico di Popper molto efficace nell’individuazione di teorie scientifiche da quelle pseudoscientifiche, in quanto basterebbe osservare anche un solo evento per determinare come non vera una teoria, invece che effettuare innumerevoli osservazioni per tentare di confermare una teoria.
    Trovo questo approccio efficace ed esauriente, ma esso mi lascia insoddisfatto in quanto è pressoché impossibile raggiungere la verità, ovvero una teoria che sia universalmente vera; il progresso scientifico sarà quindi costituito da un continuo avvicinarsi sempre di più alla verità senza però mai raggiungerla. Di fatto, trovando un cigno nero, l’unica informazione che ne ricavo è che non tutti i cigni sono bianchi, ciò significa che allora i cigni potrebbero essere di qualsiasi altro colore e dovrei quindi effettuare infinite osservazioni per includere tutti gli altri eventuali cigni di colori diversi dal bianco e dal nero. Questo comporterebbe un numero enorme di osservazioni da effettuare per avvicinarsi il più possibile alla verità, un numero paragonabile a quello delle osservazioni da effettuare per poter tentare di applicare il principio di induzione.

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    1. Mi sembra che tu abbia colto un punto messo in luce da alcuni critici di Popper. Nonostante le intenzioni, Popper cadrebbe in un cripto-induttivismo (cioè in un induttivismo occulto, nascosto, anche ai suoi stessi occhi). Tuttavia, l’esempio del cigno che porti o è incompleto o è fuorviante. Popper forse non l’avrebbe accettato, in quanto esempio di quel procedimento meramente induttivo che lui appunto critica. Forse Popper avrebbe accettato una teoria di questo genere: l’ipotesi è che tutti i cigni siano bianchi per questo o quel motivo genetico (parte immersa dell'”iceberg”); la teoria è confutabile (è sufficiente trovare un cigno non bianco o, meglio ancora, cercare di riprodurlo attraverso vari incroci, in modo da tentare in tutti i modi di confutare l’ipotesi; ovvero creare cigni geneticamente modificati non bianchi, per evidenziare la natura genetica della determinazione del colore ecc.); se la teoria resiste a questi tentativi di confutazione va considerata valida (fino a prova contraria). Il cripto-induttivismo potrebbe nascondersi nell’assunzione che “quanto più” una teoria resiste alla confutazione (cioè “quante più volte” lo fa), tanto più appare corroborata. Popper, tuttavia, non ne fa una questione di “numero” di tentativi, ma di qualità degli stessi. Nel nostro esempio, tentare di produrre cigni neri con tecniche diverse (incroci, tecniche ogm ecc.) sarebbe meglio che insistere in una sola direzione per un milione di volte.

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  2. Il metodo di Popper mi sembra convincente. Innanzitutto mi convince il suo modo di superare il criterio di verificazione, consentendo di ammettere che anche le teorie non scientifiche hanno senso e possono essere utili per il sapere scientifico. Inoltre mi pare che il criterio di falsificazione non abbia punti deboli nel permettere di stabilire se una teoria è scientifica o no.

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    1. In effetti incontreremo presto questi “punti deboli”… Ma in questo momento del nostro percorso hai colto esattamente ciò che in Popper è convincente, certo più del criterio, dubbio, per accordare preferenza a una teoria rispetto a un’altra.

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  3. Il fallibilismo di Popper mi convince perchè inserisce il principio di falsificabilità. Ritengo che sia giusto dire che bisogna falsificare una teoria per capire se essa possa essere verificabile o meno. Se esiste , dunque ,alle verifiche di falsificazione , sostiene Popper , allora tale teoria risulta verificabile.
    Le teorie scientifiche possono essere un buon esempio : esse rischiano di essere annullate per una sola volta che vengono confutate.
    Dall’altra parte però , le teorie di Freud o quelle di Marx non possono essere confutate perchè queste teorie sono troppo “potenti” e spiegano tutto pur non dimostrando nulla. Ecco perchè infatti queste teorie non vengono considerate scientifiche.
    Infine sono d’accordo col dire che fallire nella falsificazione di una teoria significa rendere tale teoria ancora più veritiera .

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    1. D’accordo (non dire però “verifiche d falsificazione”, che è una contraddizione in termini, ma semplicemente “falsificazioni” o, a seconda dei contesti, “tentativi di falsificazione” o anche “controlli empirici”, espressione neutra che può riferirsi tanto alle verifiche che alle falsificazioni).

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  4. Popper è un filosofo epistemologo, e come tale si interroga su i fondamenti e sui metodi della scienza.
    Per questa sua ricerca lui prende spunto dal metodo utilizzato da Einstein, il quale propone una teoria molto azzardata e la struttura in maniera tale che gli altri possano smentirla. Popper infatti sostiene che una teoria per essere scientifica deve essere possibile falsificarla attraverso gli esperimenti, infatti tra verificabilità e falsificabilità c’è differenza perché infinite dimostrazioni non bastano per rendere vera una teoria ma ne basta una sola per renderla falsa, di conseguenza non bisogna puntare a creare una teoria che sia vera ma una teoria che sia verisimile. Per formulare una teoria scientifica Popper ha proposto un metodo che si articola in due fasi, nella prima si propone una teoria e nella seconda si cerca di smentirla, questa visione ha il pregio di poter confrontare due teorie per stabilire quall’è più vera: una teoria è più vera di un altra se e solo se il suo contenuto di falsità è minore rispetto a quello della teoria 2, e se il contenuto di verità è superiore a quello della teoria 2.
    La falsificabilità è un criterio più rigoroso della verificabilità perché la verifica non è mai esauriente da un punto di vista scientifico, ciò che è vero qui e ora può non esserlo domani o in altro luogo, c’ è un universo infinito da esplorare.
    Invece ciò che è falso è autocontraddittorio, dunque ha in sé un criterio logico che ne stabilisce l’ inconsistenza in modo molto più universale.

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  5. Propper viene considerato un filosofo epistemologo perché si interroga sulle fondamenta della scienza.
    Propper segue la strada di Einstein per portare a termine la sua ricerca, proponendo in un primo momento una teoria molto azzardata in modo tale che gli altri possono smentirla.
    Propper quindi definisce una teoria scientifica come una teoria che può essere falsificata attraverso esperimenti, insistendo sul fatto che infiniti esperimenti possono dimostrare il suo valore ma ne basta uno per farla risultare non vera. Egli quindi elabora un metodo per dimostrare se una teoria è scientifica o meno. Si enunciano 2 teorie quella che contiene meno falsità è quella giusta.

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  6. A mio parere la critica sostenuta da Popper é sensata: é molto difficile avere conoscenza certa sulla realtà e soprattutto capire dov’è l’errore in una teoria scientifica, ciononostante questi sforzi devono continuare, perché per la tecnica non é importante descrivere i fenomeni come sono esattamente, ma semplicemente avvicinarsi alla realtà il più possibile per sfruttarne le conseguenze.
    Siccome un avanzamento illuminato della tecnica é cosa buona e giusta il ragionamento di Popper é convincente quanto superfluo, senza contare che potrebbe anch’esso avere un passaggio sbagliato che non abbiamo ancora trovato, quindi apre una possibilità per autoconfutarsi

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