5D per sabato 25 febbraio

Esprimi una breve valutazione argomentata sull’approccio di Lakatos, mettendolo a confronto soprattutto con quello di Kuhn.

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16 pensieri su “5D per sabato 25 febbraio

  1. Lakatos propone un approccio innovativo riguardo al problema delle teorie scientifiche che prevede l’ esistenza di un contenuto empirico indipendente(C.E.I.). Questo è un insieme di fenomeni verificati che non erano stati presi in considerazione durante la formulazione della teoria stessa. Ciò permette di eliminare le teorie vecchie che gli altri approcci non potevano escludere, in quanto le vecchie teorie non sono più in grado di spiegare nuovi fenomeni.
    Anche questo sistema, però, presenta un problema. Il C.E.I. non può essere quantificato ( come non erano quantificabili gli errori nell approccio di Popper).
    Quindi a parità di presenza del C.E.I. non si può scegliere quale teoria scientifica seguire.
    A mio parere questa teoria risulta convincente anche alla luce di questo problema, in quanto, essendo esse teorie non si può scegliere quale seguire immediatamente ma solo con il passare del tempo e con l avanzamento di studi ed esperimenti. Si prende come probabile più di una teoria e successivamente si potrà scegliere la più giusta in base all approccio di Lakatos.

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  2. Lakatos, non accettando il punto di vista di Kuhn, pensa di introdurre un criterio tutto suo per valutare una teoria scientifica il quale consiste nella capacità che la teoria stessa ha di prevedere fenomeni sconosciuti o di spiegare fenomeni per la cui spiegazione non è stata concepita.
    A mio parere, il criterio di Kuhn rimane comunque il migliore dal momento che, mentre quest’ultimo è capace di fornire un metodo di valutazione delle teorie scientifiche la cui applicazione si è rivelata positiva nella storia della scienza, quello di Lakatos è un criterio creato ad hoc per confutare una teoria precedente.

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  3. Il filosofo Imre Lakatos affronta il problema del confronto fra teorie proponendo una soluzione per determinare quale fra più “programmi di ricerca”, come da lui vengono definiti, sia il più progredito e affidabile. L’idea consiste nel “guardare” la capacità di una teoria di prevedere fenomeni che essa stessa non aveva preso in considerazione nel suo costituirsi; Lakatos sostiene quindi che una teoria è “interessante” qualora riesca a spiegare fenomeni che non era stato previsto che spiegasse. A mio avviso questo approccio è innovativo e originale e per certi aspetti potrebbe essere anche considerato valido e interessante (se pensiamo infatti che una legge spieghi qualcosa in più rispetto a ciò che è suo compito e questo qualcosa la conferma e ne dà un’ulteriore prova è certamente un metodo valido). Da questo punto di vista, dunque, potremmo essere ulteriormente convinti della validità di una teoria grazie al fatto di avere prove in più che la dimostrano e confermano la sua validità in generale (in modo universale). D’altro canto però, l’idea presenta anche alcuni limiti con i quali concordo: il contenuto empirico indipendente (ovvero il fenomeno previsto ma solo successivamente verificato) non è quantificabile e dunque si torna al problema di partenza; inoltre non posso essere sicura che questo contenuto empirico indipendente fosse davvero sconosciuto all’autore della legge in causa. Inoltre, il fatto che una teoria spieghi fenomeni che non aveva previsto di spiegare potrebbe essere anche una pura casualità, una serie di coincidenze che hanno fatto in modo che ciò avvenisse…dunque, anche da questo, non definirei il criterio perfettamente funzionante, anzi. Se però confronto l’approccio di Lakatos con quello di Kuhn (che per il confronto fra teorie metteva in gioco il fattore culturale), personalmente preferisco comunque quello di Lakatos perché bene o male risulta certamente più scientifico dell’altro che sosteneva invece un criterio non oggettivo né dunque tantomeno scientifico.

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  4. Lakatos sostiene che una teoria non può essere sostituita di colpo da un’altra nel caso sia falsa, come farebbe invece Kuhn, in quanto questa sostituzione dovrebbe avvenire con piccoli passi e perchè non esiste un esperimento che falsifichi al 100% una teoria escludendola di fatto. Le leggi che vengono difese dalla comunità scientifica, il cosiddetto “nucleo”, non può essere attaccato coi criteri conosciuti (falsificazione,credenza) in quanto spesso permette di prevedere e anticipare certi fenomeni e quindi risulta fondamentale per la scienza

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    1. Non è esatto che Kuhn farebbe sostituire di colpo una teoria da un’altra. Hai studiato sul libro Lakatos e la sua teoria del “nucleo” e della “cintura protettiva” e questo ti fa onore. Tuttavia non cogli i tratti di maggior problematicità della teoria di Lakatos o viceversa i suoi punti forti.

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  5. Lakatos cerca di ridare un’impronta più razionale sulle teorie, in particolare sulla progressività delle teorie. Convincente da parte di Lakatos introdurre il grado di progressività di una teoria in base alla possibilità di arrivare alla scoperta di fenomeni non previsti.Se da un lato Lakatos rifiuta i paradigmi di Kuhn, dall’altro condivide con esso l’idea secondo cui vanno sistematicamente evitate le ipotesi ad hoc. Un limite che accomuna sia Lakatos che Kuhn è il fatto che con loro teoria difficilmente si arriva a quantificare quelle evidenze empiriche che permettono di arrivare ad una teoria.

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  6. L’approccio di Lakatos, dal mio punto di vista, è piuttosto debole e portatore di limiti considerevoli.
    Per il filosofo, una teoria porta progresso quando è capace di includere attraverso l’evidenza empirica fatti che la legge stessa non aveva previsto.
    Questi fenomeni che “evidentemente” soddisfano la legge, però, non devono essere già noti, altrimenti sembrerebbe un tentativo di far entrare le ipotesi all’interno della nuova teoria. Kuhn, invece, considera le anomalie e le ipotesi ad hoc delle risorse, che non devono portare all’abbandono della teoria, bensì che bisogna risolvere e cercare di spiegare.
    Come asserito nella premessa, l’argomentazione di Lakatos porta a diverse contraddizioni:
    Come è possibile quantificare le evidenze necessarie a far progredire una teoria scientifica? Come si fa ad assicurarsi che uno scienziato non abbia mentito a proposito dei fenomeni (in realtà era a conoscenza dei fenomeni che voleva dimostrare)?

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  7. A mio parere entrambigli approcci sono inconcludenti, Lakatos cercando di evitare teorie extrascientifiche finisce per introdurre una teoria a sua volta extrascientica (basandosi sulla “storia della nuova scoperta”) rientrando così nella teoria di Kuhn con l’unica differenza di aver preso una parte (la “storia della scoperta” piuttosto che la propria religione o cultura …). In questo senso Lakatos non fa alcun passo in avanti rispetto alla teoria di Kuhn anzi in un certo senso la conferma.

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    1. Ma le due “teorie non scientifiche” sono su due piani diversi. Per Kuhn si tratta di quella che fa preferire una paradigma a un altro (p.e su basi estetiche, religiose ecc.). Per Lakatos si tratta di una teoria epistemologica che invita a una ricerca storica che determini quale tra più teorie possegga maggior contenuto indipendente (nozione relativamente univoca). Il procedimento è sempre lo stesso così come i criteri che lo guidano, anche se gli esiti possono essere diversi.

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  8. L’approccio di Lakatos può essere inteso come un tentativo di risolvere quelli che erano i limiti dell’approccio di Kuhn. Ricordiamo brevemente che secondo Kuhn prima di considerare confutata una teoria, se ne devono risolvere le anomalie intese come rompicapo e gli strumenti che possiede lo scienziato sono quelle teorie che vengono considerate indiscutibili (paradigmi che possono cambiare solo in momenti considerati eccezionali); i problemi di questo approccio risiedevano sopratutto nella preferenza di un paradigma rispetto ad un altro per mezzo di criteri extrascientifici, che in ambito scientifico non dovrebbero avere posto.
    Lakatos propone di stabilire un criterio razionale per misurare il grado di progressività di una teoria.
    Il grado di progressività di una teoria consiste nella sua maggiore o minore capacità di prevedere fenomeni che essa stessa non aveva preso in considerazione nel suo nascere. Seppur l’idea di fondo sembri reggere (e superare i limiti della teoria di Kuhn), i problemi che derivano da questa ricordano quelli che erano stati i limiti di Popper. E’ infatti impossibile quantificare il numero delle evidenze empiriche che permetterebbero di misurare il grado di progressività di una determinata teoria. Quindi quella che può essere vista come una soluzione per i limiti di una teoria, ricade nei limiti di un’altra. La teoria non mi convince.

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