5C per lunedì 27 marzo

Dopo aver approfondito i diversi approcci delle “scienze umane” (spec. psicologia e storia) al proprio “oggetto”, dì quale ti sembra più convincente e perché.

Annunci

10 pensieri su “5C per lunedì 27 marzo

  1. L’approccio che ho trovato più convincente alle scienze umane è quello che sfrutta tutta una serie di conoscenze, che noi abbiamo in quanto esseri umani, per studiare, o meglio interpretare il comportamento o il funzionamento della mente umana. Dunque come sostiene Dilthey un approccio oggettivo in questo ambito consiste in una limitazione, in quanto esseri umani possiamo comprendere, attraverso l’esperienze simili vissute in prima persona, ciò che altri esseri umani provano. Ovviamente ciò non sarà una interpretazione certa ma a mio parere un osservazione puramente oggettiva del comportamento umano senza considerare la nostra esperienza, ma solamente con un ragionamento di stimolo e risposta, non potrà mai farci comprendere i meccanismi psicologici, le emozioni e i pensieri che inducono certi comportamenti, in quanto risposta di una combinazione di infiniti stimoli che se sfruttassimo la nostra esperienza da esseri viventi potrebbero rivelarsi più comprensibili nonostante ci sia il rischio che siano troppo soggettivi e conducano a sentimenti empatici per motivazioni totalmente diverse da quelle del soggetto studiato.

    Mi piace

  2. Partendo dal presupposto che le scienze umane non mi hanno mai effettivamente convinto in quanto troppo basate sul “soggetto” e quindi facilmente discutibili devo ammettere che è stato difficile trovare qualche approccio al quale sentirmi vicino.
    Per quanto riguarda la psicologia la corrente che mi appare più convincente, in quanto basata su un criterio assimilabile (solo in parte) ad un approccio scientifico è il comportamentismo nel quale, appunto, ci si rifiuta di tenere in conto il punto di vista del soggetto esaminato. Come nella famosa serie “Lie to me” infatti, per studiare un comportamento e capire, ad esempio se una persona menta o meno, si osservano le risposte fisiche che il soggetto dà a precisi stimoli. La combinazione di questi fattori ci fornisce un risultato che ovviamente non sarà mai esatto al 100% ma che comunque ci si avvicina con approssimazione più che accettabile.
    Parlando dello storicismo invece, l’approccio più convincente a mio parere è quello di Dilthey, il quale ci propone giustamente di distinguere due diversi metodi in base a ciò che dobbiamo studiare e a quale scopo. Lui distingue infatti tra “scienze della natura”, che sono effettivamente scienze e le “scienze dello spirito”, che potremo assimilare ad un tentativo di scienza (anche se vanno sotto il nome di “scienze umane”). Nel primo caso si studiano gli oggetti, diversi dai soggetti, per spiegare e prevedere leggi universali (ma non solo aggiungerei io), nel secondo le scienze dello spirito. Qui però non mi convince l’approccio scelto da Dilthey (se avesse aderito al comportamentismo sarei stato completamente d’accordo con lui)

    Mi piace

    1. Ma le due prospettive che ti convincono partono da presupposti opposti! Insomma, per te è meglio cercare di “conoscere” l’altro uomo comprendendolo a partire da noi stessi o cercando di spiegare i suoi comportamenti come se fosse un oggetto qualsiasi?

      Mi piace

  3. Tra i due diversi approcci delle scienze umane analizzati in classe mi sembra più convincente lo storicismo tedesco di Dielthy. Ritengo infatti che non sia possibile, come fanno le diverse correnti della psicologia, ricondurre l’uomo a un oggetto scientifico paragonandolo per esempio ad animali o computer. Esso è nel suo insieme molto più complesso e non può essere rappresentato da tali modelli, c’è bisogno quindi di un diverso metodo di indagine essendo l’oggetto e il soggetto coincidenti. Non credo sia opportuno separare queste due entità, come succede nel comportamentismo, credo invece che questo fatto risulti piuttosto vantaggioso ai fini che si sono prefissate queste nuove scienze. Perché dovremmo privarci di quello che sappiamo sugli umani, che è molto essendo noi stessi umani? Dovremmo sfruttare le nostre conoscenze sui comportamenti, i pensieri delle persone proprio perché possiamo condividerli per esperienza o possiamo immedesimarci in esse provando a comprendere e interpretare determinate azioni, o cogliere le cause di alcuni gesti, cosa che non potremmo fare in caso di oggetti diversi di studio.Tutto risulterebbe quindi più facile.

    Mi piace

  4. Credo che lo studio dell’uomo da parte dell’uomo stesso (soggetto = oggetto) sia materia difficile da analizzare secondo criteri oggettivi o scientifici. Un po’ perchè appunto l’oggettività per forza ci è negata, non potendoci osservare dall’esterno, ma solo dall’interno del nostro mondo di memoria, convenzioni e relazioni, e un po’ perchè la psiche umana (e tutto il resto delle cose che esistono) potrebbe rispondere a determinate leggi della chimica o della fisica, ma sarà sempre inevitabilmente soggetta al caso, alle circostanze, all’eccezione. La realtà potrebbe poi essere percepita da ognuno in modo differente, quindi non avremo mai la certezza che esistano linee guida generali che legano i fenomeni. Quindi credo che la psicologia non vada intesa nel suo fine di comprendere la psiche dell’uomo, bensì nel tentativo di comprendere il singolo speciale individuo nel suo caso, nella sua storia e nel suo tipo umano così da poterlo aiutare ad essere conscio di se stesso nel suo mondo e in quello condiviso insieme agli altri.

    Mi piace

  5. L’approccio più efficace al problema che le scienza umane portano con sé, a parere mio, è quello attutato dallo storicismo tedesco e in particolare a Dilthey. In effetti, è abbastanza paradossale pensare di condurre esperimenti, o ancora formulare ipotesi, con valore scientifico su noi stessi (intesi come uomo). Considerato ciò Dilthey separa le scienze ‘naturali’, cioè che riguardano la sfera che non comprende l’uomo, in questo caso, quindi, il soggetto è diverso dall’oggetto, e le scienze ‘umane’, come per esempio pscicologia, dove l’oggetto tende ad identificarsi con l’oggetto (e viceversa). In quest’ultimo caso, quindi, come afferma lo stesso Dilthey, non è possibile indagare con metodo meccanicista, come si usa solitamente fare nella scienza naturali (pensiamo per esempio alla fisica classica); vanno infatti considerate diverse cose che riguardano strettamente l’ambiente umano, e soprattutto l’esserlo, come per esempio i pensieri e i valori dello stesso.

    Mi piace

    1. E il rischio di scadere in “interpretazioni” del tutto soggettive della storia o della psicologia degli altri? Non potremmo “proiettare” su di loro semplicemente le nostre emozioni, attribuendolo loro sentimenti che non hanno o non avevano?

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...