Socrate nel quadro della filosofia antica

socrateSocrate è il filosofo “per antonomasia”, il filosofo tipo, che rimase nei secoli come “modello” o “esempio” del filosofo per ogni filosofo successivo. Ma chi è Socrate? Socrate, nato intorno al 470 a.C., come Talete, Pitagora e Gesù Cristo non ha scritto nulla. Muore nel 399 a. C. in seguito al processo intentatogli da alcuni cittadini ateniesi. Vive nell’età classica greca (età di Pericle), durante la quale la filosofia, grazie al movimento dei sofisti (da cui tuttavia Socrate prende le distanze), comincia a interessarsi in modo sempre più esplicito dell’uomo (ossia del soggetto che la può esercitare) prima ancora che degli oggetti su cui possiamo interrogarci (in primo luogo la natura, l’essere, l’universo): da naturale o cosmologica (fisica) la filosofia si fa etica, raggiungendo così il proprio apice.

In generale, la filosofia (anche quella naturale pre-socratica) sorge perché sorgono dubbi su quello a cui prima si credeva ciecamente. Platone e Aristotele concordano nell’affermare, per la precisione, che la filosofia nasce dalla meraviglia, cioè dalla stupore davanti a cose che altri (popoli, individui) considerano ovvie e di cui credono di avere la spiegazione. Questo spiega forse come mai la filosofia sia sorta in Grecia, in un’epoca di grande confusione, di traffici, di crisi, di trasformazioni; e non ad esempio presso gli Egizi, gli Ebrei, i Sumeri ecc., popoli presso i quali vigevano leggi e tradizioni molto forti, legate alle rispettive religioni e ai rispettivi riti e miti, di cui nessuno si sognava di dubitare.

platonePlatone (427-347 a.C.), discepolo di Socrate, ne reca testimonianza nei suoi 36 dialoghi scritti, la prima opera completa di filosofia che ci è rimasta, in cui Socrate figura quasi sempre come protagonista.

Platone, nei suoi scritti, documenta anche con precisione il metodo filosofico: esso consiste nel dia-logo, ossia nel ragionare (lògos = ragione)  insieme su una o più ipotesi per verificarle o falsificarle (cercando quindi la conoscenza, non la vittoria su qualche avversario).

Anche se vi sono altri testimoni indipendenti (Senofonte, Aristotele, Aristofane) è molto difficile per non dire impossibile distinguere la filosofia di Socrate da quella di Platone (sarebbe un po’ come tentare di distinguere l’insegnamento di Gesù da quello che ne riferiscono gli evangelisti, come Matteo o Giovanni).

  • Fp84.

Platone fonda ad Atene nella prima metà del IV sec. a. C. (nel 387) la sua scuola, l’Accademia.

aristoteleAristotele (384-322 a.C.), a sua volta discepolo di Platone, dopo la sua morte si separa dal maestro e fonda nella seconda metà del secolo (nel 335, un anno dopo la salita al potere di Alessandro Magno) il Liceo (che è costretto a chiudere nel 323, dopo la morte improvvisa del suo allievo e protettore macedone).

Nonostante alcune divergenze tra Platone e Aristotele, dal nostro moderno punto di vista la filosofia greca che in loro raggiunge i vertici appare sostanzialmente unitaria.

  • S2 (pp.112-113), §§ 5-9 (La filosofia nell’età di Platone e Aristotele)

Epicuro e Crisippo sono rispettivamente il fondatore dell’epicureismo e il più importante esponente dello stoicismo (con il fondatore Zenone), vissuti in età ellenistica (dopo la morte di Alessandro Magno, 323 a.C.). La filosofia ellenistica (che comprende anche le correnti dello scetticismo e del cinismo – la scuola di Diogene che testimonia col suo atteggiamento di autosufficienza – “abitava” in una botte  – come si possa vivere secondo natura, conservando la propria indipendenza dalla civiltà) accentua, in generale, l’interesse di Socrate per l’uomo e per il senso del suo agire, codificando la figura del tipico saggio che ogni filo-sofo cerca di incarnare e che rimane esemplificata per tutti costoro da Socrate.

Zenone, ad esempio, dimostra una straordinaria (“stoica”) capacità di resistere al dolore quando, per aver offeso il tiranno di Agrigento Falaride, viene fatto bruciare vivo nel celebre toro di bronzo. Ma anche Socrate aveva mostrato un analogo coraggio quando aveva dovuto affrontare i suoi accusatori in Atene.

  • LP51, § 1 (La filosofia ellenisticaLa filosofia delle scuole), con il Quadro cronologico

La filosofia antica si conclude con il trionfo del cristianesimo che, in un certo senso, offre tutte le risposte che i filosofi andavano cercando. Dopo l’editto di tolleranza, emanato da Costantino nel 313 d. C., e il successivo riconoscimento del cristianesimo come religione di Stato (nell’impero romano), avvenuto nel 380 d.C. ad opera dell’imperatore Teodosio, finalmente nel 529 d. C. emissari dell’imperatore Giustiniano (celebre per avere fatto codificare definitivamente il diritto romano e “liberato” l’Italia dai barbari) fanno chiudere l’ultima scuola di filosofia “pagana”, operante in Atene (dove insegnavano un filosofo platonico, un aristotelico, un epicureo e uno stoico).

Prima di Socrate sono vissuti alcuni “saggi” (sophòi) che da Platone e Aristotele in poi abbiamo imparato a considerare “filosofi”, ma solo come precursori di Socrate (come i profeti e specialmente Giovanni Battista sono considerati precursori di Cristo). Essi sono generalmente chiamati appunto pre-socratici. Il primo “filosofo” che la storia ricordi, in questo senso, è Talete, che previde l’eclissi del 585 a. C. (dunque è vissuto tra VII e VI sec. a.C.. a Mileto, nella Ionia, in Asia Minore, come i suoi successori Anassimandro e Anassimene). Importanti anche Pitagora (a cui possiamo fare risalire l’idea di un cosmo ordinato matematicamente), Eraclito, Parmenide e gli atomisti (i primi a intuire l’esistenza di “atomi” come elementi fondamentali della materia), tutti vissuti tra VI e V sec. Se Socrate non fosse vissuto, tuttavia, non li ricorderemmo come filosofi (anche perché probabilmente non esisterebbe la filosofia come noi la conosciamo).

  • LP1, §§ 1-2 (La nascita della filosofia).

In ogni tempo, insomma, Socrate è stato considerato il prototipo del filosofo.

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