5° MODULO: Romanticismo e idealismo

La “filosofia classica tedesca”, che inizia con Kant (in particolare con la Critica del giudizio del 1790) e culmina con Hegel e che assume la denominazione di idealismo, può essere intesa come la giustificazione o fondazione filosofica del movimento letterario, artistico e culturale del romanticismo.

La seguente mappa concettuale, frutto di diversi brainstorming, suggerisce una serie di elementi caratteristici del romanticismo {cliccarci sopra per ingrandirla}

Storicamente i due movimenti (quello culturale e quello filosofico) si sono reciprocamente influenzati e intrecciati (Schelling arrivò a sposare in seconde nozze la moglie di Schlegel, il famoso fondatore della rivista romantica “Athenaeum”!), ma, come sempre, quello che in altri campi è un mero dato culturale, a volte anche solo una “moda”, in campo filosofico tenta di giustificare razionalmente se stesso.

  • Ma che interesse ha tutto questo per noi, oggi?

Noi siamo eredi della cultura romantica, attraverso lo storicismo tedesco e l’idealismo italiano del Novecento (che, con Gentile, ha ispirato la riorganizzazione delle discipline del moderno liceo classico e, quindi, degli altri tipi di liceo, con la prevalenza delle discipline “storico-letterarie”), anche se il romanticismo storico è tramontato verso la fine dell’Ottocento:

  1. non concepiamo più l’arte come mera imitazione della natura,
  2. siamo pervasi da una musica leggera ispirata prevalentemente dai temi di un amore romanticamente concepito,
  3. il cinema ci ripropone incessantemente produzioni caratterizzate da temi romantici,
  4. consideriamo comunemente che il sentimento a volte possa farci conoscere o intuire certe cose meglio della fredda ragione,
  5. siamo affascinati dall’infinito,
  6. ci piace la produzione cosiddetta fantasy in cui viene esaltata l’immaginazione e la natura è rappresentata come animata,
  7. abbiamo conservato forme residuali di passione patriottica o, più in generale, per il gruppo di appartenza, politico o, più spesso, calcistico,
  8. la stessa scuola pubblica è fondata su un impianto di presentazione delle discipline umanistiche di tipo storicistico ecc.

L’idealismo tedesco, coevo e intrecciato al romanticismo letterario, ci permette di “ragionare” sul fondamento di tutto questo.

Se Kant ha introdotto la distinzione tra il mondo come appare a noi (fenomeno) e il le cose come sono (cosa in sé) la compiuta “soggettivazione” del mondo che caratterizza il romanticismo richiede un passaggio filosofico ulteriore: l’abolizione della cosa in sé.

Per Kant, che, sotto questo profilo, rimane un realista, “là fuori” esiste qualcosa di “reale”, che non dipende da noi, cieco davanti ai nostri sogni, che si impone irresistibilmente (al punto che, come sappiamo, non possiamo percepire se non quello che percepiamo e non possiamo arbitrariamente sostituire le nostre percezioni con le nostre fantasie). Anche se non conosciamo che cosa sia veramente questa “cosa in sé”, la dobbiamo presupporre, ne dipendiamo.

L’idealismo nasce nel momento in cui la “cosa in sé” viene abolita.

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