Introduzione agli argomenti dell’anno

Inizialmente approfondiremo il rapporto tra filosofia e cristianesimo, dopo la rottura del 529 d. C. (chiusura della scuola filosofica d’Atene, in quanto pagana, ad opera dell’imperatore Giustiniano). Una conciliazione è resa possibile da una certa lettura spirituale piuttosto che letterale (mistica piuttosto che fondamentalista) dello stesso cristianesimo, che, più o meno, segretamente era sempre stata praticata ed è ancora praticabile (S. Paolo, gnosi, Origene, Dionigi l’Areopagita, Giovanni Scoto Eriugena, Meister Eckhardt, filosofi neoplatonici del Rinascimento). Vedremo, però, come in questo tentativo la filosofia antica subisca una peculiare torsione “umanistica” (preludio del “soggettivismo” moderno), che porta a mettere al centro dell’universo più l’uomo che Dio (il Principio, l’Assoluto).

Quindi esamineremo come la rinascita degli studi filosofici e scientifici porti (nel XVII sec.) alla rivoluzione scientifica, che sviluppa quanto già elaborato in età greca, ma introducendo un metodo più “ambizioso”, che rischia, però, di far cadere la scienza nascente in un dogmatismo (razionalismo) uguale e contrario a quello religioso.

Vedremo poi come la filosofia, per fondare il sapere su un principio diverso da un Dio o un Assoluto esterno all’uomo, elabori nell’età moderna una prospettiva radicalmente soggettivistica, per risolvere i problemi posti rispettivamente da razionalismo ed empirismo e anche da meccanicismo e finalismo (e, sotto quest’ultimo profilo, tra coloro che negano il libero arbitrio umano e coloro che lo difendono).

Cercheremo, infine, di concludere il nostro percorso proponendo una sorta di ricapitolazione: quella che di tutto questo complesso dibattito sarà offerta dalla cosiddetta filosofia classica tedesca, tra fine Settecento e Ottocento, in pieno clima romantico.

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