3° MODULO: la filosofia moderna

  • Che cosa contraddistingue la modernità?

“Moderno” deriva dal latino “modo” nel significato di “adesso, ora” (da “modo” deriva, ad esempio, il romanesco “mo’” in frasi come “E mo’che je dico?”).

Dunque “moderno” è ciò che è contraddistinto da assoluta “novità” (tant’è che in tedesco per indicare l’ “evo moderno” si dice “Neuzeit“, letteralmente: “epoca nuova”).

  • Una filosofia che si pretende moderna, dunque, è una filosofia che si propone come radicalmente nuova?

Esattamente, Sotto questo profilo possiamo riconoscere in Francesco Bacone da Verulamio e in Renato Cartesio i due iniziatori di questa filosofia.

  • Per quale ragione?

Perché entrambi, anche se in modo diverso, hanno esplicitamente inteso fare “terra bruciata” della “tradizione” filosofica e ricominciare da capo la ricerca, seguendo un metodo nuovo e più rigoroso rispetto a quelli seguiti in passato.

  • La modernità della (loro) filosofia consiste dunque soltanto nella sua novità?

La modernità contraddistingue anche il peculiare approccio alla conoscenza che da questi autori è derivato, un approccio che per essere radicalmente nuovo si è voluto centrare sul soggetto stesso della conoscenza;

  1. sia che, come in Cartesio, sia messo in gioco il procedimento razionale mediante la quale tale soggetto può acquisire conoscenza;
  2. sia che, come in Bacone, sia messa in gioco l’esperienza che tale soggetto può acquisire, secondo un metodo rigoroso.

La filosofia moderna, che si dibatte, pertanto, tra razionalisti ed empiristi  (a partire da Cartesio e Bacone, iniziatori rispettivamente dell’una e dell’altra corrente), rifiuta, in ogni caso, radicalmente il principio di autorità.

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