Etica dei principi e della responsabilità

Possiamo distinguere, con Max Weber, due fondamentali approcci ai problemi etici, ossia quelli che fanno capo alle due seguenti etiche: etica dei principi (o delle intenzioni) / etica della responsabilità (o degli effetti).

 

Facciamo una serie di esempi.

Chi sostiene che sia opportuno liberalizzare il commercio di droghe leggere, magari sotto il controllo dello Stato, in genere riconosce che la droga fa male, ma argomenta più o meno in questo modo: la liberalizzazione di questo commercio consentirebbe di colpire gli interessi delle organizzazioni criminali e, alla lunga, di diminuire la stessa diffusione degli stupefacenti, nonché la connessa mortalità.

  • Chi si oppone parte spesso dal principio che, se commerciare la droga è qualcosa di immorale, perché si “venderebbe la morte”, lo Stato non può certo dare il cattivo esempio in questo senso, del tutto indipendentemente da possibili benefici che ne potrebbero derivare.

Quando fu approvata la legge 144 sull’interruzione di gravidanza uno degli argomenti a suo favore era che questa legge avrebbe diminuito l’incidenza degli aborti e, evitando gli aborti clandestini, avrebbe diminuito anche la mortalità tra le donne coinvolte. Nessuno si è mai dichiarato favorevole all’aborto in quanto tale.

  • Gli oppositori, in genere, partono dal principio secondo cui l’interruzione di gravidanza è equiparabile a un omicidio, a partire dal presupposto che l’embrione sia una persona umana fin dal concepimento. Per quanto la legge abbia dato risultati positivi in termini di riduzione del numero degli aborti, essa sarebbe comunque inaccettabile perché nessun calcolo dell’utile potrebbe giustificare l’omicidio.

Ma è proprio così? Se torturando o uccidendo un terrorista potessimo ricavarne informazioni utili a sventare attentati che potrebbero costare la vita a centinaia di persone, perché non dovremmo poterlo fare, solo che si potesse dimostrare che si tratta del solo modo per ottenere quelle informazioni? Non valgono più centinaia di vite innocenti della vita di un solo colpevole?

  • Ma, così facendo, si violerebbero fondamentali diritti umani. Qualunque fosse il beneficio immediato, “dove si andrebbe a finire”? Vi sono, forse, principi che non possono essere violati mai (tutela della salute pubblica, sacralità della vita, diritti umani ecc.), senza mettere in contraddizione chi lo fa con se stesso (per esempio con ciò che “insegna” agli altri e pretende da loro, nel caso, ad esempio,  di uno Stato).

In tutti questi casi si contrappongono un’etica delle responsabilità e un’etica dei principi (o della convinzione o delle intenzioni).

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