3° MODULO: L’epistemologia contemporanea

L’epistemologia è, etimologicamente, lo studio (filosofico) della scienza o, semplicemente, filosofia della scienza.

Essa nasce da una domanda, la domanda epistemologica fondamentale: “Che cos’è la scienza?”.

Tale domanda ne implica altre: “Come si distingue la vera scienza dalle pseudoscienze?”, “Che cosa rende scientifica una teoria?”, “In che cosa consiste il metodo scientifico?” ecc.

Tutte queste domande implicano un dubbio: che non sia necessariamente scienza (cioè sapere) quella che appare tale.

Tale dubbio costituisce un’obiezione implicita alle tesi di coloro che, in ogni tempo, invece di chiedersi filosoficamente che cosa sia la scienza, assumono (positivisticamente o scientisticamente) che scienza sia ciò che è ritenuta comunemente tale e ne adottano il metodo, senza discuterlo (e supponendo che ce ne sia uno e uno solo), come criterio di legittimazione di ogni altro sapere, compreso quello filosofico.

Secondo costoro, in altre parole, non sarebbe la filosofia a dover stabilire che cosa è la scienza , ma dovrebbe essere la scienza a stabilire come dovrebbe essere la filosofia se vuole acquisire, a sua volta, la dignità di scienza (e, quindi, avere valore come interlocutrice della scienza).

Storicamente la domanda epistemologica presuppone la crisi dei “dogmi” o postulati del positivismo ottocentesco, con particolare riguardo a quelli legati all’interpretazione meccanicistica del mondo, incrinati da una serie di ipotesi e scoperte rivoluzionarie (teoria dell’evoluzione, leggi della termodinamica, teoria della relatività,  meccanica quantistica, crisi dei fondamenti della matematica ecc.).

Cfr. LP41

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